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Si può andare nel passato o nel futuro? 5 febbraio 2017

Posted by orfeopellicciotta in fenomeni paranormali, Filosofia, Riflessioni.
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Si può andare realmente nel futuro oppure nel passato?

Spesso mi capita di leggere degli articoli, oppure ascoltare delle conferenze su youtube, che trattano della possibilità, teorica o pratica, di andare nel passato oppure nel futuro. Non ne posso più.

Esiste solo il presente. Si può vivere solo l’attimo fuggente.

Il passato non esiste più, è solamente rimasto memorizzato nei libri di storia, nelle cineteche, nelle fotografie, e nella memoria delle persone. Quindi non possiamo viverlo, ma lo possiamo vederlo, conoscere, in certi casi, anche nel dettaglio.

Il futuro non esiste ancora, deve ancora avvenire. Non possiamo vederlo ma possiamo, con una certa approssimazione, prevederlo. Possiamo immaginarlo elaborando i fatti passati e correlarli con gli avvenimenti presenti. Possiamo prevedere il futuro alla stessa maniera in cui i meteorologi prevedono le condizioni del tempo atmosferico, elaborando i dati disponibili dalle stazioni sparse nel territorio.

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C’è stato anche un famoso film di successo, che racconta le avventure di un ragazzo, che tramite una speciale macchina è andato nel passato per incontrare i propri genitori, nel tentativo di cambiare gli eventi. Ma quella non era realtà, era solamente un film di fantascienza.

Nei film di fantascienza ci sono anche gli “stargate” i portali che permettono oltre a viaggi in altri pianeti, anche viaggi nel tempo.

Si parla anche di particolari condotti dentro i buchi neri, che permettono di cambiare lo spazio-tempo e passare da un universo all’altro.

Scrivo questo articolo per eliminare ogni illusione ai lettori: non è possibile, e non lo sarà mai, neanche con le macchine più futuristiche che ancora si devono inventare.

Anzi se vi dovesse ascoltare qualche scienziato serio, correte il rischio di essere deriso.

Non è possibile perché la possibilità di andare fisicamente in un altro tempo è contrario alle principali leggi della logica e della fisica. Se avete un pò di pazienza di continuare a leggere questo l’articolo cercherò di spiegarvi alcuni dei motivi che lo rendono impossibile.

  1. Nessun giornale del mondo, o storico del passato, ha mai trattato di qualcuno che sia arrivato dal futuro, descrivendo nei particolari il mondo del suo tempo e prevedendo con sicurezza gli avvenimenti che sarebbero accaduti. Non se ne mai parlato, anche se un fatto del genere avrebbe fatto molto scalpore e sarebbe stato su i titoli dei giornali per un lungo periodo.
  2. Mai nessuno è venuto a trovarci dal futuro. Forse perché il nostro tempo non è interessante da visitare o perché non avranno mai la possibilità di farlo?
  3. Se qualcuno va nel passato potrebbe cambiare il corso degli eventi e influenzare anche la sua stessa esistenza. E’ classico il caso in cui qualcuno va nel passato, incontra i propri nonni e li uccide, impedendo la nascita dei suoi genitori e quindi di se stesso. Ma se lui, a seguito di questa azione, non può nascere, non può neanche essere andato nel passato per commettere l’omicidio dei nonni. Si determina quindi un assurdo inconciliabile.
  4. Potrebbe anche semplicemente impedire a qualcuno (un politico, un condottiero, un generale) di fare una determinata azione (una guerra, una legge particolare) e cambiare il corso della storia. Ma la storia è già stata scritta nei libri, e la gente se la ricorda. Dovrebbero di conseguenza scomparire i libri che parlano di quell’argomento e la gente, che ha vissuto quel periodo, dimenticare improvvisamente, tutto.
  5. Per ogni persona che va nel passato, si può cambiare la storia in modo diverso. Due persone che vanno nello stesso momento storico, potrebbero realizzare due avvenimenti diversi. Le due conseguenti versioni di storia che ne risulteranno potrebbero essere incongruenti e incompatibili fra loro. Il corso della storia è talvolta molto sensibile all’impegno di alcune persone particolari (Giulio Cesare, Lorenzo il Magnifico, Napoleone, Lincoln, Hitler, Stalin, Mao ecc.). Qualcuno che si reca nel passato conoscendo bene gli obbiettivi, potrebbe alterare gli eventi in modo molto efficace.
  6. Andare nel futuro è ugualmente impossibile, perché il nostro presente non è altro che il passato per le future generazioni. Se loro non possono tornare indietro al nostro tempo, analogamente non possiamo fare noi. Per consentire il viaggio saremmo costretti ad imporre il principio che detti viaggi nel futuro sono unidirezionali, solo andata. Solo noi del tempo presente possiamo andare senza possibilità di ritorno. Ma anche questo è illogico.
  7. I viaggi nel tempo sono impossibili anche dal punto di vista fisico. Quando una persona si sposta nel tempo, il fenomenologia che ne scaturisce non riguarda solo lei, ma coinvolge tutto l’universo.  Supponendo che io possa andare al tempo del 1 gennaio del 2000. Vedrei lo spettacolo pirotecnico del capodanno del millennio, ma vedrei anche la luna e gli altri pianeti in una certa posizione nel cielo. Posizioni diverse da quelle dell’istante della partenza. Ciò significa  che insieme a me si sono riposizionati i pianeti, in modo da essere congruenti con le effemeridi del momento. Mi sembra eccessivo richiedere che per un mio capriccio si debba cambiare l’orbita di tutti i pianeti e le stelle dell’universo. E  se nello stesso momento un’altra persona è andata in un altro tempo, quale sarà la posizione assunta dai pianeti?
  8. Nel giorno del 1 gennaio 2000 incontrerò, e parlerò con delle persone che nella realtà presente sono morte. I loro corpi sono cenere, perché alcune di esse sono state sicuramente cremate. Come è stato possibile che i loro atomi del loro corpo hanno ripreso perfettamente la loro precedente composizione e funzione?  Ci sono stati dei miracoli che hanno ridato la vita a persone morte da pochi giorni, ma sono casi eccezionali eseguiti da santi. Non possono essere la regola corrente per tutti i viaggi nel tempo.
  9. Sempre nello stesso giorno del 2000, nel giardino condominiale, potrò ammirare il pino che svetta tra i palazzi. Ma in realtà questo pino è stato tagliato perché diventato pericoloso. Ricordo che è stato tagliato a pezzi e portato nella falegnameria, dove è stato ridotto in tavole, trucioli e bruciato per qualche fine utile. Come è possibile che un albero diventato cenere e fumo disperso nell’atmosfera si sia ricomposto?
  10. Vediamo l’argomento anche dal punto di vista atomico. Tutti i vegetali e i composti organi hanno un componente radioattivo chiamato carbonio-14. Questo componente dal momento della morte del vegetale, o animale, che lo comprende comincia un processo di decadimento (si dimezza ogni 5700 anni). Questo fenomeno è irreversibile. Durante la vita aumenta la sua percentuale e dopo la morte inizia il decadimento. Quello che è perso non può tornare indietro insieme alla macchina del tempo.
  11. Per riassumere quando pigio il pulsante “start” nella macchina del tempo si verificano i seguenti fenomeni: si spostano i pianeti e le stelle, resuscitano i morti, ringiovaniscono le persone, scompaiono i bambini, scompaiono i libri più recenti dalle biblioteche, gli alberi  bruciati tornano a loro posto, le case cadute durante il terremoto si ricompongono da sole, il Colosseo si ricopre di splenditi marmi, il carbonio-14 torna dentro la materia organica. Da cui si deduce che sono più forte io, con il solo dito indice, che Dio, che ha impiegato 14 miliardi di anni per creare l’universo allo stato attuale.

Vi siete convinti che i viaggi nel tempo sono impossibili?

Se non sei ancora convinto puoi scrivere le tue osservazioni nei commenti.

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A questo punto è opportuno chiarire anche il fenomeno della distorsione dello spazio-tempo, descritte nella teoria della relatività.

Un orologio atomico, caratterizzato dalla sua estrema precisione, quando è portato a bordo di un aereo, e quindi sottoposto ad una certa velocità per molte ore, riporta un tempo leggermente inferiori al suo corrispondente rimasto immobile a terra. Anche se di pochi millesimi di secondi c’è stata una differenza dello scorrere del tempo.

I piloti, che hanno viaggiato a bordo dell’aereo, insieme all’orologio, non sono, per questo, diventati più giovani, rispetto ai gemelli rimasti a terra. Ma per loro il tempo è trascorso più lentamente. Le pulsazioni del cuore erano rallentate, il sangue scorreva più lentamente, i movimenti del corpo erano moderati, i ragionamenti meno vivaci. In pratica, non è più giovane ma ha solamente vissuto di meno.

In presenza di una forte gravità, come nei pressi dei buchi neri, la distorsione dello spazio-tempo è ancora maggiore, può essere addirittura annullata. Ma il caso, per noi umani, non si pone perché i nostri corpi sarebbero già stati inesorabilmente schiacciati, come fogli di carta, anzi come fili. I nostri atomi sarebbero fusi insieme a quelli dell’astronave e a qualche asteroide di passaggio. Dal buco nero non esce nulla, eccetto qualche flusso di raggi X.

Rimane da spiegare quei casi, da parte di persone sensitive o medium, di predizione del futuro che sono risultati esatti nei dettagli.

Non ho la risposta esatta, ho soltanto delle ipotesi, che tratterò in un altro articolo, ma una cosa è certa: non c’è stato nessun viaggio nel futuro o nel passato.

ciao e grazie

Orfeo

 

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Lo scopo della vita (parte 2) 3 novembre 2008

Posted by orfeopellicciotta in evoluzione, fenomeni paranormali, Filosofia, paranormale, Pensieri, religione, Riflessioni, Teologia, Uncategorized, vita umana.
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La definizione dello scopo della vita è difficile sia da descrivere sia da comprendere. Il precedente articolo “Lo scopo della vita” potrebbe non essere stato sufficientemente chiaro, perciò per semplificare il concetto mi avvalgo del paragone con un’automobile. L’auto è un oggetto, relativamente complesso perché è composto di molti pezzi integrati fra loro. In aggiunta la similitudine con un oggetto meccanico non ci coinvolge emotivamente e non fa scattare i pregiudizi che potrebbero compromettere la piena assimilazione dei concetti che intendo esporre.

Immaginiamo una ruota posta su un tavolo. E’ una bella ruota, perfettamente rotonda, realizzata con materiale in lega leggera, uno pneumatico bello gonfio, con i solchi del battistrada leggermente consumati dall’uso. La ruota ha anche un largo foro centrale, e quattro buchi più piccoli, posti ai quattro lati di un ipotetico quadrato. C’è anche una valvola per gonfiare la gomma, protetta da un piccolo cappuccio di plastica che si avvita sulla valvola stessa.

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Osservando questo cappuccio mi sono ricordato che un giorno ne ho visto uno uguale, in terra accanto al marciapiede della strada vicina a casa. Quel giorno mi sono domandato a cosa servisse quello strano oggetto, dall’apparenza insignificante, e per quale motivo si trovasse sull’asfalto. In pratica mi sono domandato quale fosse lo scopo di quell’oggetto di cui non sapevo neanche il nome. Finalmente, ora, dopo aver costatato la sua allocazione, in un oggetto più grande, ho capito che la sua funzione è di proteggere la valvola di gonfiaggio, perché altrimenti questa si potrebbe intasare con il fango e diventare inutilizzabile.

Perché è così importante proteggere la valvola, cosa potrebbe succedere di così grave se la gomma rimane sgonfia?

Posso anche dedurre che si trovava lungo la strada perché era accidentalmente caduta da una ruota che rotolava lungo la Via Collatina, ma non capisco per quale motivo le ruote rotolano lungo le strade della città.

Osservando le cose da un livello più alto, con una visuale più ampia, si possono capire meglio le ragioni delle cose e gli avvenimenti della vita di ciò che è posto a una quota più bassa. Si può capire a cosa serve il cappuccio, la valvola e il battistrada.

Rimane comunque da comprendere la ragione della presenza del foro grande centrale e i quattro piccoli laterali.

Conoscendo e osservando solamente la ruota non si può capire quale sia lo scopo della sua esistenza nel mondo, quale sia la sua utilità, cosa diventerà in futuro, perché è stata realizzata e da chi.

Ho deciso quindi di analizzare la questione e mi sono documentato con un’approfondita ricerca. L’oggetto che stavo esaminando era il frutto di una lunga evoluzione tecnica che si è protratta in migliaia di anni. Anticamente la prima ruota era di pietra, dopo con l’evoluzione della tecnica è stato possibile realizzarla di legno, dopo molti secoli è stata alleggerita utilizzando i raggi, solo successivamente è stata ricoperta di gomma per renderla più comoda e meno rumorosa. Anche per le ruote, come per tutti gli esseri viventi, si può applicare il principio della diversità, infatti, esse possono essere di varie dimensioni, larghe, strette, alte, differenti colori e materiali, e con il battistrada di vario tipo.

L’unico modo che mi rimane per chiarire il mistero dello scopo della vita della ruota è di capire la ragione della presenza dei fori (di fissaggio). Poiché anche per le parti meccaniche, come per tutti gli esseri viventi, vale il principio dell’accoppiamento, si può ritenere che tali fori sono necessari per collegarsi a un altro oggetto. Si tratta, quindi di cercare e trovare nel mondo quell’oggetto che si può accoppiare con esso e che quindi presenta il mozzo che si può adattare perfettamente. Trovando l’oggetto che si accoppia con la ruota, posso realizzare la funzione al livello superiore, e forse capire la destinazione finale.

Non mi rendevo conto che, anche dopo aver trovato l’asse che si adattava alla ruota, il mistero sarebbe rimasto comunque perché sarebbe mancato l’avantreno, lo sterzo, il motore, i sedili, la carrozzeria e tante altre cose che si sarebbero perfettamente adattate l’una con l’altra.

Se avessi potuto vedere, anche solo per un attimo, un’automobile completa, avrei immediatamente intuito tutta la situazione. Dall’alto posso capire facilmente lo scopo e la funzione di tutti gli elementi che compongono un insieme, ma dall’interno non ho mai la visibilità sufficiente, e ogni passo richiede un grande studio e impegno.

Mi sorge un dubbio amletico.

E’ stata la necessità dell’automobile a determinare la creazione della ruota e i relativi accessori?

Oppure è stato un accessorio come il cappuccio che accoppiandosi con la valvola e le altre parti della ruota stessa, e poi questa ricercando i suoi simili sparsi nel mondo e unendosi opportunamente con altri pezzi meccanici, ha realizzato alla fine l’automezzo?

La prima ipotesi richiede che ci sia una certa forma d’intelligenza in grado di progettare l’automobile nel suo complesso, e in base alle caratteristiche richieste, realizzare tutte le sottoparti che si accoppiano in modo armonico. Questo metodo prevede che prima si stabilisca la finalità e la funzione del sistema che si vuole realizzare, dopodiché si può avviare la costruzione, iniziando dalle parti più piccole e procedendo a passi alla produzione dei pezzi sempre più grandi e complessi.

Questa ipotesi filosofica è normalmente conosciuta come “Disegno Intelligente”.

Secondo questa filosofia, ogni singola parte, anche la più piccola, è stata progettata e realizzata con lo scopo primario di garantire le prestazioni finali al sistema complesso che la comprende e quindi ha senso solo al suo interno. Per questo motivo il banale cappuccio protettivo è in realtà importante perché, se si presentano determinate circostanze, si può fermare il viaggio dell’auto.

La seconda ipotesi è conosciuta come “Evoluzione naturale”, e sostiene che un piccolo elemento accoppiandosi casualmente con gli altri simili vicini, può dopo un numero infinito di tentativi, realizzare un sistema più complesso. La selezione naturale provvederà automaticamente a escludere le combinazioni fasulle lasciando in vita solamente quelle valide e in grado di accoppiarsi con altri elementi più grandi e procedere quindi verso il sistema complesso. Le auto che casualmente saranno prive del cappuccio finiranno con l’essere rottamate, e rimarranno in circolazione solamente quelle perfette.

Dopo questa deduzione mi sembra chiaro che la tesi del Disegno Intelligente è più coerente e attendibile di quella dell’Evoluzione Naturale.

Il paragone con l’automobile è perfettamente compatibile con gli esseri viventi. Anzi essendo questi molto più complessi di un qualsiasi macchinario è inconcepibile considerarli frutto di una casuale evoluzione.

L’essere vivente e i prodotti elettromeccanici sono fondamentalmente realizzati con gli stessi componenti di base, cambiano solamente le percentuali, soprattutto per la presenza dell’acqua che per i primi è in proporzioni elevate (70-80%), mentre negli altri è quasi assente.

Non si può affermare che il Disegno Intelligente non è applicabile agli esseri viventi perché hanno l’acqua all’interno.

Dopo questo lungo ragionamento possiamo capire lo scopo della vita umana?

Se il Disegno Intelligente è confermato significa l’evoluzione dell’Uomo non è ancora terminata, ma deve proseguire verso l’assimilazione dell’intero Universo, soprattutto verso quella parte ancora oscura.

Per comprendere lo scopo della vita umana è necessario avere la visione più ampia e osservare tutta Natura sul pianeta Terra e anche dell’Universo. Attualmente tali visioni possono essere solamente intuite o dedotte da ragionamenti filosofici, perché la scienza non ha ancora raggiunto sufficienti conoscenze.

La strada da percorrere per la ricerca però può essere individuata osservando la vita dell’Uomo e le sue interazioni con gli altri esseri viventi o la materia, ma soprattutto studiando i suoi punti di connessione che sono rimasti non collegati e che presentano aspetti misteriosi.

L’uomo possiede un “sesto senso”, che lo collega ad una dimensione infinita, fuori del tempo, che consente di vivere particolari fenomeni, attualmente considerati paranormali, che la scienza odierna non riesce a spiegare, ma che lasciano intravedere la possibile esistenza di altre entità o altre dimensioni.

Il sesto senso nell’uomo è come la presenza delle forature sulla fiancata della ruota, che non si riusciva a capire a cosa servissero finché non si trovò quella parte di auto che aveva le corrispondenti connessioni.

Cercando l’Aldilà potremo conoscere lo scopo della nostra vita e di tutta l’umanità.

In conclusione lo scopo della vita umana è quella di proseguire la sua evoluzione culturale e sociale, assimilando sempre maggiori parti dell’umanità e della natura, tendendo a comprendere anche le parti dell’universo accessibili.

Scopo della vita umana (parte 1) 18 ottobre 2008

Posted by orfeopellicciotta in evoluzione, Filosofia, Pensieri, Politica, religione, Riflessioni, Teologia, Uncategorized, vita umana.
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Sono numerose le persone che cercano di capire quale sia lo scopo della propria vita e più in generale lo scopo della vita umana su questa Terra.

Anzi penso che almeno una volta nella vita chiunque si sia posto questa domanda. Molti filosofi hanno espresso le loro ipotesi. Il tipo di risposta è, però, molto influenzata dalla propria tendenza religiosa. Si passa da un’ipotesi di vita il cui scopo è solamente orientato al divino, fino ad arrivare all’interpretazione completamente atea che non fornisce alcuno scopo alla vita perché è solamente un evento casuale.

Diciamoci francamente che l’ipotesi atea ci delude, perché è un po’ fastidioso ritenere di essere degli animali che finiranno la loro vita semplicemente come materia polverosa. Non credo che sia un atto di presunzione ritenere che l’uomo meriti qualcosa di più. Anch’io ho intenzione di presentare la mia ipotesi sullo scopo della vita degli esseri viventi, ma soprattutto dell’umanità.

Lascio il mio scritto a disposizione dei navigatori del mare di internet, che ricercano idee originali e convincenti.

Per capire il problema ho elaborato un ragionamento che risale indietro nel tempo, fino alle origini dell’universo. In questa condizione mi sono accorto che, coloro che in passato si sono posti questa domanda, sono riusciti a darsi una risposta, anche se parziale.

In origine c’erano due atomi di ossigeno che vagavano inutilmente nello spazio, annoiandosi e domandandosi a vicenda, anche loro, a cosa servisse la loro esistenza. C’era una situazione simile a quella della particella di sodio, sola nella bottiglia dell’acqua minerale. Un giorno casualmente essi incontrarono un atomo d’idrogeno, e gli chiesero se sapesse qualcosa sull’argomento. Anch’esso non sapeva rispondere. Alla fine della conversazione, quando si avvicinarono, per stringersi le mani per salutarsi, scattò il legame elettrico e i due atomi di ossigeno si fusero con quello d’idrogeno, diventando una molecola di acqua. La nuova sostanza si guardò attorno, felice della nuova forma e consistenza. Apprezzò notevolmente le nuove caratteristiche e le proprietà acquisite.

La goccia d’acqua capì finalmente, che lo scopo della vita da atomo era di accoppiarsi intimamente con altri suoi simili per diventare una molecola, per avere quindi la possibilità di realizzare maggiori ideali e migliori sostanze. Lo capì solamente dopo aver cambiato stato, e dopo essere passato al livello superiore.

Analogamente, la singola pianta trova il proprio scopo dell’esistenza solo quando s’inserisce in una foresta con tante altre piante, insieme agli insetti che permettono l’impollinazione, e la macerazione del legno vecchio. Insieme agli animali, piccoli e grandi, che vitalizzano e muovono l’ambiente.

Considerate la differenza di qualità della vita tra una piantina cresciuta solitaria nel deserto e un’altra, invece, in un folto bosco. Lo stesso ragionamento può essere riportato anche a tutti i passaggi evolutivi della materia e degli esseri viventi, fino a giungere a quello umano. Ad ogni passo dell’evoluzione, il soggetto si rende conto della limitazione dello stato precedente e della scarsa qualità della vita che aveva trascorso.

L’uomo, frutto dell’evoluzione raggiunta finora, deve quindi porsi due tipi di domande, poste a due livelli diversi. La prima riguarda il singolo individuo, la seconda considera il genere umano nel suo insieme.

Nel primo caso.

Che cosa posso fare, associandomi ad altre persone, per realizzare un compito o una funzione migliore, che da solo non posso eseguire?

Una risposta già sufficiente potrebbe essere quella di creare una sana famiglia o lavorare in modo coscienzioso per il benessere, fisico o psicologico, della collettività. In pratica è importante partecipare con tutti i mezzi che si ha a disposizione, per realizzare una società, più estesa possibile, equilibrata e serena.

Sembra un obiettivo facile da raggiungere, ma gran parte delle persone non riesce a ottenere risultati soddisfacenti, perché non s’impegna in modo costante, ma soprattutto non è consapevole dell’importanza di raggiungere lo stato successivo.

Il desiderio di associarsi, di fare amicizia, è una prerogativa innata nell’uomo, ed è dimostrata dalla tendenza che presentano i bambini e gli adolescenti a ricercare e frequentare gli amici. Questa tendenza presente nell’inconscio fin dalla nascita è poi repressa dai pregiudizi e dalle nevrosi che avvengono negli anni successivi.

Nei secoli che ci hanno preceduto, i passaggi evolutivi sono stati eseguiti essenzialmente a caso ma ora l’uomo utilizzando la propria intelligenza e volontà può accelerare i processi, indirizzandoli direttamente verso la destinazione finale, in modo che questa possa essere raggiunta più velocemente.

Per quanto riguarda lo scopo della vita di tutto il genere umano in senso più vasto, la domanda da farsi sarebbe la seguente:

Quale azione posso compiere per favorire il raggiungimento dello stato successivo all’evoluzione dell’umanità? Quale potrebbe essere lo stato successivo dell’evoluzione?

E’ facile capire che per un singolo individuo l’accoppiarsi con un suo simile possa essere il raggiungimento dello scopo della propria vita. Basta considerare la gioia e la felicità che si può ricevere dal proprio coniuge e dai figli tenuti assieme dall’amore. Successivamente, una famiglia o una società dovrebbe fondersi con altre similari, formando delle comunità sempre più vaste e affiatate, come provincie, stati e quindi continenti.

Occorre tenere presente che affinchè si possa evolgere allo stato successivo è indispensabile che il precedente sia completamente acquisito e solidificato. Nel caso si sia formato un accoppiamento è necessario che questo rimanga indissolubile, in modo da garantire la costruzione del processo successivo.

Con chi o che cosa dovrebbe fondersi il genere umano per eseguire il passo evolutivo successivo?

Dovrebbe fondersi con la Natura, con tutto l’insieme armonico degli animali, delle piante, e della stessa Terra! Si dovrebbe realizzare una connessione di tutti gli elementi della natura e della società, basata sulla reciprocità e il bilanciamento dei diritti e dei doveri. Si dovrebbe in pratica realizzare una grande ragnatela.

Su quest’aspetto, invece, le cose da fare sono ancora molte, perché spesso ci dimentichiamo dell’importanza della natura e le manchiamo di rispetto, danneggiandola. Anche le relazioni con le altre persone sono basate sulla reciproca diffidenza piuttosto che sulla fiducia, necessaria per promuovere la fusione. Agendo in questo modo allontaniamo l’obiettivo, rendendo impossibile l’opportunità di raggiungere il prossimo scopo della nostra vita. Non dobbiamo trascurare inoltre che questa evoluzione è possibile solo a piccoli passi successivi, per una questione tecnica, non si possono realizzare salti evolutivi.

Un filosofo serio, non si ferma però, solamente a questo passaggio, ma pensa anche al successivo, da raggiungere forse tra molti anni, oppure tra secoli. Guardandoci intorno, non ci limitiamo a osservare quello che conosciamo sulla nostra Terra. Intorno a noi c’è tutto un Universo, con pianeti e stelle, ancora tutto inesplorato, con molti misteri da risolvere.

Nell’universo c’è la “materia e l’energia oscura” che ha dimensioni infinite, forse in essa c’è la prossima meta da raggiungere. Verrà il giorno in cui sarà verificata la sua presenza e consistenza e sentiremo la mancanza se non possiamo raggiungerla. Il desiderio irrefrenabile degli scienziati e degli esploratori di conoscere i segreti della materia subatomica e della vastità dell’universo, proviene dall’inconscio desiderio di raggiungere quella meta che potrà realizzare lo scopo della vita umana.

Lo scopo della vita umana è quindi quello di raggiungere la fusione con tutto l’universo fisico.

Ma non saremo mai completamente soddisfatti se non potremo raggiungere anche la fusione con il mondo spirituale.

Segue parte 2 dell’articolo