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La teoria dell’evoluzione di Darwin (Theory of evolution) 22 luglio 2013

Posted by orfeopellicciotta in Riflessioni.
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Una teoria può essere definita come un filo logico, o una formula matematica, che lega tra loro una serie di eventi o fenomeni naturali.

Il primo disegno (fig.1) riporta una serie di eventi disseminati nello spazio e nel tempo, che apparentemente sembrano che non abbiano alcuna relazione tra loro.

Dopo lunghe osservazioni uno scienziato potrebbe capire che quegli eventi non sono casuali ma seguono una certa logica. Infatti essi si possono presentare nel tempo e nello spazio secondo la teoria che è rappresentata, graficamente, con una riga rossa. Sembra convincente, è pure una forma elegante (fig.2).

Dopo qualche tempo un altro scienziato, invece potrebbe proporre una diversa teoria, basata sulla legge, che potrebbe essere rappresentata con una spirale. Anche in questo caso gli eventi coincidono esattamente con la linea. (fig.3)

Immagine

Abbiamo quindi due teorie diverse per rappresentare lo stesso fenomeno (fig.4). Chi ha ragione?

La verità si potrà conoscere solamente quando si verificheranno alcuni eventi che coincidono solamente con una sola delle teorie presentate, escludendo quindi l’altra.

la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin è una teoria molto famosa e anche molto discussa. Essa dimostra che tutti gli essere viventi, vegetali e animali, presenti attualmente sulla Terra, sono l’evoluzione progressiva, durata milioni di anni, di delle varie specie.

Le specie più semplici presenti agli albori della nascita della terra, si sono evolute sotto la necessità di sopravvivere. Le specie che si sono evolute sono quelle che hanno subito delle variazioni genetiche che le hanno permesso di aumentare la probabilità di sopravvivenza. Più tempo di vita si ottiene, maggiori possibilità si hanno di crescere e moltiplicarsi. Qualsiasi specie di animale o vegetale è molto simile a qualche altra specie, da cui è derivata o viceversa.

Dal più semplice batterio alla scimmia esistono tutte le combinazioni genetiche. Sono presenti milioni di specie diverse, ognuna che si differenzia dall’altra per piccoli particolari nella forma, nel colore, nel modo di comportarsi.

Nella figura ho rappresentato le varie curve che rappresentano i vari tipi di specie animali, dal batterio, che ha il patrimonio genetico di circa 1000 geni, alla scimmia che ha il DNA più complesso e raggiunge i 20.000 geni.

teoria evoluzione_1

Ho tracciato con il colore nero la parte della teoria che mi convince pienamente. Rimango perplesso invece per i fenomeni rappresentati dalle curve di colore verde e rosse. Non sembra che rispettano il principio su cui agiscono tutte le altre specie.

Dal disegno è evidente come, all’origine dei tempi, partendo dai batteri, si siano generate e evolute le varie specie di animali. Via via sempre più complesse, anche se, non sempre di dimensioni sempre maggiori. Ad esclusione dei dinosauri, che come sappiamo si sono estinti circa 150 milioni di anni fa, la maggior parte delle  varie specie sono tuttora presenti e viventi.

Si tenga anche presente che gli esemplari appartenenti alle specie meno evolute sono anche le più numerose. Questo particolare è ovvio perché solamente una piccola parte di una determinata specie può subire un’alterazione genetica, che non comporti un tumore o una malattia, ma un’evoluzione favorevole alla vita. Nelle cellule ci sono dei meccanismi che proteggono il DNA e riparano le eventuali alterazioni genetiche che sopravvengono durante la replicazione. Quindi l’eventualità di un modifica genetica positiva durante la nascita è un fenomeno molto raro, diciamo che avviene una volta ogni centomila.

I virus sono un’eccezione alla teoria dell’evoluzione, perché essi sono più semplici dei batteri. Sono essenzialmente dei parassiti, possono sopravvivere solamente dentro o in associazione con un altro essere vivente da cui assorbono i nutrimenti o la protezione rispetto all’ambiente. Per tale motivo non possono essere i primi esseri viventi apparsi sulla terra. L’eccezione rispetto a tutta la teoria dell’evoluzione è che il virus, anche se più semplice e meno evoluto, è apparso successivamente ai batteri. La loro evoluzione non segue la teoria di Darwin. Ma se ciò fosse stato vero, come è stata possibile la nascita del primo batterio se non era possibile un essere vivente più semplice? La vita è veramente venuta da una cometa di ghiaccio come sostengono alcuni? Questa ipotesi non mi convince comunque, perché mi sposta solamente il problema su un altro pianeta.

L’evoluzione è un processo sempre in azione. E’ tuttora in corso. Può essere notato nelle specie che hanno una vita breve e che si replicano velocemente, come i virus. Ogni anno, infatti abbiamo un diverso ceppo di virus dell’influenza, leggermente diverso dal precedente, che ci obbliga ad intervenire con un diverso vaccino.

Altro fenomeno poco chiaro è che l’Homo-Sapiens dovrebbe essersi evoluto, partendo dalle scimmie, e successivamente da vari tipi di ominidi. Ma perché questi ominidi, e tutte le specie intermedie tra l’uomo attuale e le scimmie sono scomparse? Chi ha fatto questa strage? Se è vero che ci sono centomila esemplari meno evoluti per ogni specie leggermente più evoluta. Tra una specie e l’altra la differenza genetica è minima. La differenza fra noi è la scimmia è, invece, notevole, non basta un solo passo evolutivo per colmare la differenza, ci devono essere stati varie generazioni di ominidi e homo più o meno sapiens. Tutti questi stadi intermedi sono scomparsi. In tutti i casi, la nuova specie ha ucciso tutti i suoi progenitori, anche se erano migliaia di volte più numerosi. Per quale motivo?

Se la teoria dell’evoluzione non compre tutte le situazioni, significa che sono emersi dei punti nuovi, che sono fuori del tracciato grafico, di cui accennavo all’inizio dell’articolo.

Si sente la necessità di una nuova teoria che comprenda tutti i fenomeni.

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