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La vera storia di Adamo ed Eva 24 febbraio 2009

Posted by orfeopellicciotta in chiesa, Filosofia, Pensieri, religione, Riflessioni, Teologia, vita umana.
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Il più famoso e discusso brano della Bibbia è certamente quello della Genesi (cap. 2 e 3), relativo ad Adamo ed Eva e alla loro espulsione dal Paradiso Terrestre.

L’interpretazione corrente della Bibbia ci narra dell’episodio della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre come conseguenza di un peccato dei protagonisti perché non hanno rispettato un obbligo di Dio che vietava di mangiare frutti di un determinato albero. Questo peccato ha determinato la loro rovina, ma anche quella di tutti i discendenti.

Dall’interpretazione corrente di questo brano del Vecchio Testamento è anche derivato il dogma del “peccato originale”.

La Bibbia è stata scritta alcune migliaia di anni fa, trascritta e tradotta molte volte nel corso dei secoli. Il testo originale in ebraico era scritto senza vocali, era compito del lettore interpretarlo correttamente e pronunciarlo con le vocali. Dovremmo considerare che il testo originale potrebbe essere stato volutamente o involontariamente alterato, inoltre la terminologia usata era adatta per il popolo dell’epoca.

L’episodio della Genesi non corrisponde ad un fatto realmente accaduto, ma un mito, un’allegoria, una storia che aveva il compito di spiegare, alla gente dell’epoca, i motivi di certe situazioni nel mondo.

Occorreva spiegare, al popolo di allora, il perché delle differenze tra il mondo animale e gli uomini. Perché gli animali avevano il loro cibo sempre a disposizione, senza necessità di coltivarlo e cuocerlo? Perché gli animali non sentivano il freddo o il caldo? Perché sono sempre adatti al clima e all’ambiente in cui vivono? Perché possono bere anche l’acqua non fresca e limpida? Perché non hanno bisogno di una casa e di vestiti? Perché possono partorire senza dolore e senza l’assistenza dell’ostetrica?

Queste erano le domande che il popolo di 3.000 anni fa rivolgeva ai sapienti e ai sacerdoti dell’epoca. La risposta non poteva essere di tipo tecnico-scientifico, nessuna delle due parti aveva le competenze sufficienti. La domanda non è banale, indirettamente chiede di conoscere lo scopo della vita umana.

Da un’osservazione superficiale del funzionamento della Natura, sembrerebbe che gli animali sono favoriti rispetto agli uomini. Sembra che il percorso dell’evoluzione, dalla scimmia all’Homo Sapiens, abbia comportato, in pratica, delle complicazioni per la vita quotidiana dell’uomo. Ciò è contrario a uno dei principi dell’evoluzione, che prevede un continuo miglioramento e adattamento all’ambiente circostante.

La storia della Genesi è presentata come un’allegoria per essere compresa come un messaggio inconscio. Per l’uomo moderno tale tipo di descrizione può apparire un po’ puerile o addirittura banale. Anzi ci sembra ingiusta. L’errore è nel testo della Bibbia o nella nostra interpretazione?

In fondo all’articolo sono riportati, per comodità, i capitoli 2 e 3 della Genesi della Bibbia che riguardano appunto Adamo ed Eva.

Adamo ed Eva

Adamo ed Eva

In base a questi passi della Bibbia, i credenti  ritengono che la presenza del male, della morte e delle sofferenze nel mondo, siano la conseguenza del peccato originale. Dio nella sua infinità bontà ci aveva creato un mondo ideale ma Adamo ed Eva, disobbedendo alla sua disposizione, aveva causato la sua ira e la conseguente punizione. L’interpretazione tradizionale è che i nostri progenitori hanno commesso un peccato di superbia perché, mangiando i frutti dell’albero del Bene e del Male, hanno avuto la presunzione di diventare come Dio.

Questa terribile condanna, che si tramanda alle generazioni successive, anche se ignare e innocenti, sembra ingiusta ed eccessiva. Mi stupisce, soprattutto, che questa condanna sia inflitta da un Dio onnisciente, misericordioso e di somma benevolenza. Nonostante Gesù Cristo, nel Vangelo, ci abbia insegnato che il Perdono è una virtù fondamentale, in questo caso Dio è stato impietoso e molto severo contro una coppia che, vista la giovane età ed esperienza effettiva, possiamo considerare sprovveduta.

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