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Cercare se stessi 16 novembre 2008

Posted by orfeopellicciotta in evoluzione, Filosofia, Pensieri, Riflessioni, Uncategorized, vita umana.
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Chi sono io? Se volessi basare la risposta su ciò che riesco ad osservare allo specchio farei un grande errore. Allo specchio potrò vedere solamente un uomo di una certa età con alcuni capelli bianchi, qualche ruga sul viso. L’aspetto esterno non è sufficiente per conoscere una persona, come ricorda il famoso proverbio “l’abito non fa il monaco”. Per conoscere il carattere e le caratteristiche fisiche di chiunque è necessario quindi entrare all’interno della mente e del corpo, ma come possiamo approfondire in seguito anche questo non è sufficiente. L’unica cosa certa è che sono un essere vivente, e come tale mangio, respiro e comunico in vari modi con gli altri esseri viventi.   

Quando respiro l’aria in realtà assorbo tutto ciò che è disperso nell’atmosfera, non soltanto ossigeno, azoto, anidride carbonica ma anche tanti piccolissimi esseri viventi. Nell’aria sono anche presenti i virus, per esempio quello dell’influenza, molto diffuso nel periodo invernale. Essi sono portatori di malattie, alloggiano nei nostri polmoni, assimilano le nostre sostanze e si sviluppano, provocando reazioni di vario genere con il nostro organismo. I virus sono sempre dannosi, perchè solamente parassiti della cellula, ma i batteri possono essere anche benefici e collaboratori. Il nostro corpo è preparato alla presenza di questi piccoli esseri viventi, è in grado di accoglierli in modo opportuno, scatenando una guerriglia se risultano dannosi ma sfruttandoli se invece sono utili. Anche quando mangiamo o beviamo introduciamo nel nostro corpo tanti altri esseri viventi, sia di tipo animale sia vegetali. La frutta e la verdura sono degli esseri viventi che, quando sono ingeriti sono ancora perfettamente vivi, e speriamo anche sani. Se tali esseri sono ammalati in seguito ad inquinamento o avvelenamento dovuto a tossine, saranno causa di problemi al nostro corpo. Il cibo che ho mangiato oggi, che oggi è dentro di me, e mi appartiene, alcuni giorni fa era coltivato in un campo ad alcune centinaia di chilometri di distanza. La verdura che in questo momento un contadino si accinge ad innaffiare amorevolmente, sarà fra qualche giorno nel mio corpo. Non posso trascurare il fatto che la mia salute è affidata alla lealtà e all’onestà dell’agricoltore, al suo rispetto per gli altri. Il mio intestino è pieno di batteri, altri piccolissimi esseri viventi che sono perfettamente ambientati nel corpo umano, che lavorano in perfetta simbiosi con i succhi gastrici e con i vari organi del mio apparato digerente. A questi batteri devo la mia vita, senza di essi non potrei assimilare le varie sostanze: zuccheri, grassi e i carboidrati contenuti nei cibi. Non posso ignorarli e devo conoscere la loro vita e le loro necessità se voglio vivere a lungo. I batteri non sono degli estranei presenti casualmente nel mio corpo, ma sono parte di me. Io esisto perché ci sono loro. Essi non potrebbero vivere senza di me e analogamente io non posso fare a meno di loro. La nostra simbiosi è sempre esistita, ci siamo evoluti insieme. Poiché sono piccolissimi e silenziosi, non li ho mai sentiti e per questo motivo li ho sempre ignorati, ma è stato un grande errore. L’acqua che ho bevuto proviene dalle sorgenti situate nelle montagne lontane dalla mia città, alimentate dalla pioggia degli scorsi mesi, prodotta dalle nuvole che hanno sorvolato altre nazioni lontane. (Devo ricordarmi di fare in modo che quest’acqua non attraversi cieli e terre inquinate). Dopo tutte queste riflessioni non posso più affermare che sono un essere vivente, perché in realtà comprendo al mio interno tanti altri esseri viventi, non posso dire IO sono, ma debbo dire NOI siamo. Gli scienziati hanno dimostrato che anche nell’intestino è presente una certa intelligenza, ossia che l’uomo pensa anche con l’apparato dirigente. Questa particolarità forse dipende dalla presenza in esso di una miriadi di piccoli esseri viventi che possiedono una certa intelligenza che in qualche modo si integra con quella del cervello. Il mio corpo non è ciò che è circoscritto nella mia pelle, ma comprende cose e esseri viventi, di varie specie, alcune delle quali in questo momento sono fuori di me, anche molto lontano, ma che un domani mi raggiungeranno. Io non sono semplicemente ciò che vedo riflesso nello specchio, ma sono una piccola frazione dell’universo. Penso che chi è alla ricerca di se stesso dovrebbe allargare il proprio orizzonte e osservare anche quella parte di sé che li circonda. Siamo molto più complicati di quello che sembra.

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Commenti»

1. Maria grazia - 24 novembre 2008

Bravo ottima riflessione! Adesso non mi sento più sola!

2. aldo - 25 novembre 2008

queste osservazioni sono interessanti e curiose, anche se non originali. E sotto l’aspetto della curiosità ho girato il tuo URL ad alcuni amici. Ciao

3. riccardo - 25 novembre 2008

Non per confutare nulla di ciò che hai così profondamente esposto ma, viviamo … cioè su questo mondo si nasce, quindi si vive, e poi si muore …
nulla si distrugge ma tutto si trasforma … e anche le cellule del nostro corpo sono formate affinchè possano difendere il luogo dove sono ospitate, da corpi estranei non graditi e invadenti, e accettare, al contrario, corpi pur estranei, ma graditi e alle volte utili e necessari.
E’ la storia della vita


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