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Scopo della vita umana (parte 1) 18 ottobre 2008

Posted by orfeopellicciotta in evoluzione, Filosofia, Pensieri, Politica, religione, Riflessioni, Teologia, Uncategorized, vita umana.
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Sono numerose le persone che cercano di capire quale sia lo scopo della propria vita e più in generale lo scopo della vita umana su questa Terra.

Anzi penso che almeno una volta nella vita chiunque si sia posto questa domanda. Molti filosofi hanno espresso le loro ipotesi. Il tipo di risposta è, però, molto influenzata dalla propria tendenza religiosa. Si passa da un’ipotesi di vita il cui scopo è solamente orientato al divino, fino ad arrivare all’interpretazione completamente atea che non fornisce alcuno scopo alla vita perché è solamente un evento casuale.

Diciamoci francamente che l’ipotesi atea ci delude, perché è un po’ fastidioso ritenere di essere degli animali che finiranno la loro vita semplicemente come materia polverosa. Non credo che sia un atto di presunzione ritenere che l’uomo meriti qualcosa di più. Anch’io ho intenzione di presentare la mia ipotesi sullo scopo della vita degli esseri viventi, ma soprattutto dell’umanità.

Lascio il mio scritto a disposizione dei navigatori del mare di internet, che ricercano idee originali e convincenti.

Per capire il problema ho elaborato un ragionamento che risale indietro nel tempo, fino alle origini dell’universo. In questa condizione mi sono accorto che, coloro che in passato si sono posti questa domanda, sono riusciti a darsi una risposta, anche se parziale.

In origine c’erano due atomi di ossigeno che vagavano inutilmente nello spazio, annoiandosi e domandandosi a vicenda, anche loro, a cosa servisse la loro esistenza. C’era una situazione simile a quella della particella di sodio, sola nella bottiglia dell’acqua minerale. Un giorno casualmente essi incontrarono un atomo d’idrogeno, e gli chiesero se sapesse qualcosa sull’argomento. Anch’esso non sapeva rispondere. Alla fine della conversazione, quando si avvicinarono, per stringersi le mani per salutarsi, scattò il legame elettrico e i due atomi di ossigeno si fusero con quello d’idrogeno, diventando una molecola di acqua. La nuova sostanza si guardò attorno, felice della nuova forma e consistenza. Apprezzò notevolmente le nuove caratteristiche e le proprietà acquisite.

La goccia d’acqua capì finalmente, che lo scopo della vita da atomo era di accoppiarsi intimamente con altri suoi simili per diventare una molecola, per avere quindi la possibilità di realizzare maggiori ideali e migliori sostanze. Lo capì solamente dopo aver cambiato stato, e dopo essere passato al livello superiore.

Analogamente, la singola pianta trova il proprio scopo dell’esistenza solo quando s’inserisce in una foresta con tante altre piante, insieme agli insetti che permettono l’impollinazione, e la macerazione del legno vecchio. Insieme agli animali, piccoli e grandi, che vitalizzano e muovono l’ambiente.

Considerate la differenza di qualità della vita tra una piantina cresciuta solitaria nel deserto e un’altra, invece, in un folto bosco. Lo stesso ragionamento può essere riportato anche a tutti i passaggi evolutivi della materia e degli esseri viventi, fino a giungere a quello umano. Ad ogni passo dell’evoluzione, il soggetto si rende conto della limitazione dello stato precedente e della scarsa qualità della vita che aveva trascorso.

L’uomo, frutto dell’evoluzione raggiunta finora, deve quindi porsi due tipi di domande, poste a due livelli diversi. La prima riguarda il singolo individuo, la seconda considera il genere umano nel suo insieme.

Nel primo caso.

Che cosa posso fare, associandomi ad altre persone, per realizzare un compito o una funzione migliore, che da solo non posso eseguire?

Una risposta già sufficiente potrebbe essere quella di creare una sana famiglia o lavorare in modo coscienzioso per il benessere, fisico o psicologico, della collettività. In pratica è importante partecipare con tutti i mezzi che si ha a disposizione, per realizzare una società, più estesa possibile, equilibrata e serena.

Sembra un obiettivo facile da raggiungere, ma gran parte delle persone non riesce a ottenere risultati soddisfacenti, perché non s’impegna in modo costante, ma soprattutto non è consapevole dell’importanza di raggiungere lo stato successivo.

Il desiderio di associarsi, di fare amicizia, è una prerogativa innata nell’uomo, ed è dimostrata dalla tendenza che presentano i bambini e gli adolescenti a ricercare e frequentare gli amici. Questa tendenza presente nell’inconscio fin dalla nascita è poi repressa dai pregiudizi e dalle nevrosi che avvengono negli anni successivi.

Nei secoli che ci hanno preceduto, i passaggi evolutivi sono stati eseguiti essenzialmente a caso ma ora l’uomo utilizzando la propria intelligenza e volontà può accelerare i processi, indirizzandoli direttamente verso la destinazione finale, in modo che questa possa essere raggiunta più velocemente.

Per quanto riguarda lo scopo della vita di tutto il genere umano in senso più vasto, la domanda da farsi sarebbe la seguente:

Quale azione posso compiere per favorire il raggiungimento dello stato successivo all’evoluzione dell’umanità? Quale potrebbe essere lo stato successivo dell’evoluzione?

E’ facile capire che per un singolo individuo l’accoppiarsi con un suo simile possa essere il raggiungimento dello scopo della propria vita. Basta considerare la gioia e la felicità che si può ricevere dal proprio coniuge e dai figli tenuti assieme dall’amore. Successivamente, una famiglia o una società dovrebbe fondersi con altre similari, formando delle comunità sempre più vaste e affiatate, come provincie, stati e quindi continenti.

Occorre tenere presente che affinchè si possa evolgere allo stato successivo è indispensabile che il precedente sia completamente acquisito e solidificato. Nel caso si sia formato un accoppiamento è necessario che questo rimanga indissolubile, in modo da garantire la costruzione del processo successivo.

Con chi o che cosa dovrebbe fondersi il genere umano per eseguire il passo evolutivo successivo?

Dovrebbe fondersi con la Natura, con tutto l’insieme armonico degli animali, delle piante, e della stessa Terra! Si dovrebbe realizzare una connessione di tutti gli elementi della natura e della società, basata sulla reciprocità e il bilanciamento dei diritti e dei doveri. Si dovrebbe in pratica realizzare una grande ragnatela.

Su quest’aspetto, invece, le cose da fare sono ancora molte, perché spesso ci dimentichiamo dell’importanza della natura e le manchiamo di rispetto, danneggiandola. Anche le relazioni con le altre persone sono basate sulla reciproca diffidenza piuttosto che sulla fiducia, necessaria per promuovere la fusione. Agendo in questo modo allontaniamo l’obiettivo, rendendo impossibile l’opportunità di raggiungere il prossimo scopo della nostra vita. Non dobbiamo trascurare inoltre che questa evoluzione è possibile solo a piccoli passi successivi, per una questione tecnica, non si possono realizzare salti evolutivi.

Un filosofo serio, non si ferma però, solamente a questo passaggio, ma pensa anche al successivo, da raggiungere forse tra molti anni, oppure tra secoli. Guardandoci intorno, non ci limitiamo a osservare quello che conosciamo sulla nostra Terra. Intorno a noi c’è tutto un Universo, con pianeti e stelle, ancora tutto inesplorato, con molti misteri da risolvere.

Nell’universo c’è la “materia e l’energia oscura” che ha dimensioni infinite, forse in essa c’è la prossima meta da raggiungere. Verrà il giorno in cui sarà verificata la sua presenza e consistenza e sentiremo la mancanza se non possiamo raggiungerla. Il desiderio irrefrenabile degli scienziati e degli esploratori di conoscere i segreti della materia subatomica e della vastità dell’universo, proviene dall’inconscio desiderio di raggiungere quella meta che potrà realizzare lo scopo della vita umana.

Lo scopo della vita umana è quindi quello di raggiungere la fusione con tutto l’universo fisico.

Ma non saremo mai completamente soddisfatti se non potremo raggiungere anche la fusione con il mondo spirituale.

Segue parte 2 dell’articolo 

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Commenti»

1. aldo - 22 ottobre 2008

nel passato il tentativo di fusione, o di avvicinamento dei popoli ha portato spesso a guerre. Basta vedere un pochino le origini dei conflitti nei duemila anni di storia.Guerre di religione (mussulmani contro cristiani), di ideologie (comunismo contro democrazia/ capitalismo), studenti contro professori (anni 68) ecc. Quindi la vedo un po’ dura per una cooperazione o fusione dei popoli. Qualche germe di collaborazione sta nascendo nell’unione europea, ma sarà amicizia o profitti comuni? Forse ci riescono solo le piante e le molecole, non gli Enti pensanti. Perciò, dato che l’anima è una invenzione umana (come la Befana e la pila elettrica), dopo la morte ci aspettano VERMI.

2. orfeopellicciotta - 23 ottobre 2008

L’avvicinamento si realizza ricercando le caratteristiche comuni, quelle che uniscono. La guerra si determina per i motivi contrari, esaltando le differenze, vere o fittizie. Le piante e le molecole si uniscono perchè si affidano completamente alle leggi della natura o alle forze dell’istinto. L’uomo, invece, come essere pensante, è in grado di scegliere e cambiare le cose sia in senso positivo che negativo. Non sempre però sceglie per il meglio, lasciandosi trascinare dalle convenienze immediate ed egoistiche.
Non è sicuro che l’anima sia un’invenzione, un giorno su questo sito o su altri simili, si riuscirà a dimostrarne l’esistenza.
L’argomento dell’esistenza dell’anima è trattato più ampiamente sul mio libro. (Lo puoi scaricare gratuitamente).

3. Tita - 2 novembre 2008

”Diciamoci francamente che l’ipotesi atea ci delude, perché è un po’ fastidioso ritenere di essere degli animali che finiranno la loro vita semplicemente come materia polverosa. Non credo che sia un atto di presunzione ritenere che l’uomo meriti qualcosa di più.”

Allora visto che ti delude e non è abbastanza carina scartiamola! Senti un po’, parli tanto di Natura e Terra e poi prestendi che l’uomo sia l’unico essere vivente a meritare una vita dopo a questa? No ma non è presunzione eh! Eh me l’han detto.

Ma dai, valà, dai.

Ma che ne sai te che i cani o i leoni o qualunque animale al contrario tuo comunichi liberamente con dio? Come puoi pensare di far parte di una specie privilegiata su tutte quando tutti gli animali messi insieme non hanno mai fatto tanti danni alla nostra Terra quanti ne fa l’uomo ogni giorno?

E’ da quando l’orizzonte si è allargato su una fetta sempre più grande di universo, da quando abbiamo scoperto che l’uomo è solo un puntino su un puntino che gira intorno a un altro puntino che l’uomo si sente sempre più piccolo. Ed è giusto così! Perchè noi siamo piccoli, per questo bisognerebbe avere un po’ più di umiltà (tutti quanti e non mi escludo) e smetterla di sentirsi i re dell’universo, le creature migliori e più intelligenti.
D’altronde come fai a sapere che in un pianeta appena fuori Sistema Solare non ci siano forme i vita molto migliori della nostra?

Se non è presunzione questa io sono la Maga Magò!

4. Lo scopo della vita (parte 2) « Orfeo Pellicciotta - 3 novembre 2008

[…] scopo della vita è difficile sia da descrivere sia da comprendere. Il precedente articolo “Lo scopo della vita” potrebbe non essere stato sufficientemente chiaro, perciò per semplificare il concetto mi […]

5. Tita - 3 novembre 2008

Eh bè, bella risposta, si vede che ti piace il confronto aperto.

6. pomodorozen - 3 novembre 2008

Da sempre l’uomo ha ritenuto di conoscere tutto sulla vita e su Dio .. si è permesso di formulare e di convincere altre persone sul significato dell’esistenza e di quanto avviene attorno a noi ..

Non credo che questo sia possibile, come non è possibile vedere la verità con il solo uso della ragione .. la verità ammesso che esista nasce dal cuore e non dalla mente … la ragione o la scienza (è dimostrato) sono assolutamente relative ad una realtà oggettiva e transitoria quindi vera solamente per il momento e per la persona che la esprime …

credo che la comprensione di Dio del mondo e della nostra vita vada ben al di là di una semplice teoria sulla creazione, credo che la fede e l’apertura a tutto e a tutti possa dirci qualcosa di più .. quello che descriviamo essere vero per la vita su questa terra non ha niente a che vedere con la comprensione di Dio o dello scopo della vita .. quello che è qui riguarda solamente l’aspetto materiale, la vita di tutti i giorni quella del corpo fisico, della mente, delle infinite teorie, ma non la comprensione della nostra esistenza o del presunto Dio ..

non credo nell’evoluzione pur sapendo che esiste, non credo nell’aldilà perchè anche se esiste non è certamente come lo percepisce la nostra mente … credo solo in quello che mi rende felice nel cuore e che permette a me e a chi mi stà vicino di godere di ogni momento della vita …

un caro abbraccio
andrea

7. orfeopellicciotta - 3 novembre 2008

Credere che l’uomo sia l’essere vivente più evoluto non è un atto di presunzione perchè è dimostrato dalla legge dell’evoluzione naturale.
Il genere umano è alla cima della evoluzione perchè è l’essere più complesso e l’unico dotato di libero arbitrio. Ma, come osserva giustamente Tita, l’intelligenza non è stata sempre ben utilizzata.
Nell’articolo “incoscio, istinto e coscienza” spiego che gli animali e le piante seguono il proprio istinto o semplicemente il programma genetico, non sono quindi in grado di cambiare volutamente il corso della natura. Il loro comportamento è sempre corretto e in linea con le leggi della natura.
L’uomo ha i mezzi per cambiare le cose e realizzare un mondo felice ma si è ottenuto quasi un inferno. Ritengo che la ragione di questa sconfitta sia dovuta al fatto che si è perduta la strada, non conoscendo chiaramente lo scopo della vita, molte persone procedono allo sbando, oppure nella direzione contraria.
Orfeo

8. Tita - 4 novembre 2008

A me sembra comunque molto presuntuoso come ragionamento…anche perchè non mi sembra proprio una causa-effetto logica, ma non sono certo qui x farti cambiare idea.
In ogni caso le tue teorie mi hanno fatto molto riflettere in questi giorni, ed è sempreun fatto positivo.


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