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Si può andare nel passato o nel futuro? 5 febbraio 2017

Posted by orfeopellicciotta in fenomeni paranormali, Filosofia, Riflessioni.
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Si può andare realmente nel futuro oppure nel passato?

Spesso mi capita di leggere degli articoli, oppure ascoltare delle conferenze su youtube, che trattano della possibilità, teorica o pratica, di andare nel passato oppure nel futuro. Non ne posso più.

Esiste solo il presente. Si può vivere solo l’attimo fuggente.

Il passato non esiste più, è solamente rimasto memorizzato nei libri di storia, nelle cineteche, nelle fotografie, e nella memoria delle persone. Quindi non possiamo viverlo, ma lo possiamo vederlo, conoscere, in certi casi, anche nel dettaglio.

Il futuro non esiste ancora, deve ancora avvenire. Non possiamo vederlo ma possiamo, con una certa approssimazione, prevederlo. Possiamo immaginarlo elaborando i fatti passati e correlarli con gli avvenimenti presenti. Possiamo prevedere il futuro alla stessa maniera in cui i meteorologi prevedono le condizioni del tempo atmosferico, elaborando i dati disponibili dalle stazioni sparse nel territorio.

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C’è stato anche un famoso film di successo, che racconta le avventure di un ragazzo, che tramite una speciale macchina è andato nel passato per incontrare i propri genitori, nel tentativo di cambiare gli eventi. Ma quella non era realtà, era solamente un film di fantascienza.

Nei film di fantascienza ci sono anche gli “stargate” i portali che permettono oltre a viaggi in altri pianeti, anche viaggi nel tempo.

Si parla anche di particolari condotti dentro i buchi neri, che permettono di cambiare lo spazio-tempo e passare da un universo all’altro.

Scrivo questo articolo per eliminare ogni illusione ai lettori: non è possibile, e non lo sarà mai, neanche con le macchine più futuristiche che ancora si devono inventare.

Anzi se vi dovesse ascoltare qualche scienziato serio, correte il rischio di essere deriso.

Non è possibile perché la possibilità di andare fisicamente in un altro tempo è contrario alle principali leggi della logica e della fisica. Se avete un pò di pazienza di continuare a leggere questo l’articolo cercherò di spiegarvi alcuni dei motivi che lo rendono impossibile.

  1. Nessun giornale del mondo, o storico del passato, ha mai trattato di qualcuno che sia arrivato dal futuro, descrivendo nei particolari il mondo del suo tempo e prevedendo con sicurezza gli avvenimenti che sarebbero accaduti. Non se ne mai parlato, anche se un fatto del genere avrebbe fatto molto scalpore e sarebbe stato su i titoli dei giornali per un lungo periodo.
  2. Mai nessuno è venuto a trovarci dal futuro. Forse perché il nostro tempo non è interessante da visitare o perché non avranno mai la possibilità di farlo?
  3. Se qualcuno va nel passato potrebbe cambiare il corso degli eventi e influenzare anche la sua stessa esistenza. E’ classico il caso in cui qualcuno va nel passato, incontra i propri nonni e li uccide, impedendo la nascita dei suoi genitori e quindi di se stesso. Ma se lui, a seguito di questa azione, non può nascere, non può neanche essere andato nel passato per commettere l’omicidio dei nonni. Si determina quindi un assurdo inconciliabile.
  4. Potrebbe anche semplicemente impedire a qualcuno (un politico, un condottiero, un generale) di fare una determinata azione (una guerra, una legge particolare) e cambiare il corso della storia. Ma la storia è già stata scritta nei libri, e la gente se la ricorda. Dovrebbero di conseguenza scomparire i libri che parlano di quell’argomento e la gente, che ha vissuto quel periodo, dimenticare improvvisamente, tutto.
  5. Per ogni persona che va nel passato, si può cambiare la storia in modo diverso. Due persone che vanno nello stesso momento storico, potrebbero realizzare due avvenimenti diversi. Le due conseguenti versioni di storia che ne risulteranno potrebbero essere incongruenti e incompatibili fra loro. Il corso della storia è talvolta molto sensibile all’impegno di alcune persone particolari (Giulio Cesare, Lorenzo il Magnifico, Napoleone, Lincoln, Hitler, Stalin, Mao ecc.). Qualcuno che si reca nel passato conoscendo bene gli obbiettivi, potrebbe alterare gli eventi in modo molto efficace.
  6. Andare nel futuro è ugualmente impossibile, perché il nostro presente non è altro che il passato per le future generazioni. Se loro non possono tornare indietro al nostro tempo, analogamente non possiamo fare noi. Per consentire il viaggio saremmo costretti ad imporre il principio che detti viaggi nel futuro sono unidirezionali, solo andata. Solo noi del tempo presente possiamo andare senza possibilità di ritorno. Ma anche questo è illogico.
  7. I viaggi nel tempo sono impossibili anche dal punto di vista fisico. Quando una persona si sposta nel tempo, il fenomenologia che ne scaturisce non riguarda solo lei, ma coinvolge tutto l’universo.  Supponendo che io possa andare al tempo del 1 gennaio del 2000. Vedrei lo spettacolo pirotecnico del capodanno del millennio, ma vedrei anche la luna e gli altri pianeti in una certa posizione nel cielo. Posizioni diverse da quelle dell’istante della partenza. Ciò significa  che insieme a me si sono riposizionati i pianeti, in modo da essere congruenti con le effemeridi del momento. Mi sembra eccessivo richiedere che per un mio capriccio si debba cambiare l’orbita di tutti i pianeti e le stelle dell’universo. E  se nello stesso momento un’altra persona è andata in un altro tempo, quale sarà la posizione assunta dai pianeti?
  8. Nel giorno del 1 gennaio 2000 incontrerò, e parlerò con delle persone che nella realtà presente sono morte. I loro corpi sono cenere, perché alcune di esse sono state sicuramente cremate. Come è stato possibile che i loro atomi del loro corpo hanno ripreso perfettamente la loro precedente composizione e funzione?  Ci sono stati dei miracoli che hanno ridato la vita a persone morte da pochi giorni, ma sono casi eccezionali eseguiti da santi. Non possono essere la regola corrente per tutti i viaggi nel tempo.
  9. Sempre nello stesso giorno del 2000, nel giardino condominiale, potrò ammirare il pino che svetta tra i palazzi. Ma in realtà questo pino è stato tagliato perché diventato pericoloso. Ricordo che è stato tagliato a pezzi e portato nella falegnameria, dove è stato ridotto in tavole, trucioli e bruciato per qualche fine utile. Come è possibile che un albero diventato cenere e fumo disperso nell’atmosfera si sia ricomposto?
  10. Vediamo l’argomento anche dal punto di vista atomico. Tutti i vegetali e i composti organi hanno un componente radioattivo chiamato carbonio-14. Questo componente dal momento della morte del vegetale, o animale, che lo comprende comincia un processo di decadimento (si dimezza ogni 5700 anni). Questo fenomeno è irreversibile. Durante la vita aumenta la sua percentuale e dopo la morte inizia il decadimento. Quello che è perso non può tornare indietro insieme alla macchina del tempo.
  11. Per riassumere quando pigio il pulsante “start” nella macchina del tempo si verificano i seguenti fenomeni: si spostano i pianeti e le stelle, resuscitano i morti, ringiovaniscono le persone, scompaiono i bambini, scompaiono i libri più recenti dalle biblioteche, gli alberi  bruciati tornano a loro posto, le case cadute durante il terremoto si ricompongono da sole, il Colosseo si ricopre di splenditi marmi, il carbonio-14 torna dentro la materia organica. Da cui si deduce che sono più forte io, con il solo dito indice, che Dio, che ha impiegato 14 miliardi di anni per creare l’universo allo stato attuale.

Vi siete convinti che i viaggi nel tempo sono impossibili?

Se non sei ancora convinto puoi scrivere le tue osservazioni nei commenti.

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A questo punto è opportuno chiarire anche il fenomeno della distorsione dello spazio-tempo, descritte nella teoria della relatività.

Un orologio atomico, caratterizzato dalla sua estrema precisione, quando è portato a bordo di un aereo, e quindi sottoposto ad una certa velocità per molte ore, riporta un tempo leggermente inferiori al suo corrispondente rimasto immobile a terra. Anche se di pochi millesimi di secondi c’è stata una differenza dello scorrere del tempo.

I piloti, che hanno viaggiato a bordo dell’aereo, insieme all’orologio, non sono, per questo, diventati più giovani, rispetto ai gemelli rimasti a terra. Ma per loro il tempo è trascorso più lentamente. Le pulsazioni del cuore erano rallentate, il sangue scorreva più lentamente, i movimenti del corpo erano moderati, i ragionamenti meno vivaci. In pratica, non è più giovane ma ha solamente vissuto di meno.

In presenza di una forte gravità, come nei pressi dei buchi neri, la distorsione dello spazio-tempo è ancora maggiore, può essere addirittura annullata. Ma il caso, per noi umani, non si pone perché i nostri corpi sarebbero già stati inesorabilmente schiacciati, come fogli di carta, anzi come fili. I nostri atomi sarebbero fusi insieme a quelli dell’astronave e a qualche asteroide di passaggio. Dal buco nero non esce nulla, eccetto qualche flusso di raggi X.

Rimane da spiegare quei casi, da parte di persone sensitive o medium, di predizione del futuro che sono risultati esatti nei dettagli.

Non ho la risposta esatta, ho soltanto delle ipotesi, che tratterò in un altro articolo, ma una cosa è certa: non c’è stato nessun viaggio nel futuro o nel passato.

ciao e grazie

Orfeo

 

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Ho veramente il libero arbitrio? 9 dicembre 2017

Posted by orfeopellicciotta in Filosofia, libertà, Pensieri, psicologia, religione, Riflessioni, vita umana.
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Nell’enciclopedia Treccani il libero arbitrio è definita come la capacità di scegliere liberamente, nell’operare e nel giudicare“.

Apparentemente sembra che effettivamente possiamo tutti definirci liberi, ma in realtà le cose non sono come sembra.

Nei testi della nostra religione è dichiarato che ciò che distingue l’uomo dall’animale è proprio la facoltà del libero arbitrio. Infatti l’animale segue solamente i suoi istinti, le proprie necessità fisiologiche. Anche se dimostra una certa intelligenza, e strategia, quando caccia le prede, esso comunque è solamente motivato dalla fame e dalla necessità di cibare i propri cuccioli.

Ma se osserviamo  con attenzione anche la nostra vita umana è nella maggior parte del tempo sottoposta alle necessità fisiologiche (fame, sete, sonno, riposo, sesso, ecc). D’altra parte la nostra origine è animale, e quindi per la maggior parte della giornata, la nostra mente è occupata a lavorare per la sopravvivenza propria e della famiglia. Il lavoro, anche quello più ambito, è scaturito dalla necessità di procurarsi il denaro per acquistare generi di prima necessità.

Anche la  meritata vacanza è una necessità per consentire alla mente di distrarsi.

La mattina mi sveglio dopo avere impegnato la prima della giornata (circa otto ore) per dormire. Dopodiché faccio colazione, ed anche questa è una necessità fisiologica. Posso scegliere se bere il latte, il cappuccino o semplicemente il caffè. Ma questa possibilità di scelta non è libero arbitrio, è solamente la necessita di cambiare il gusto dei cibi e diversificare la dieta. Anche gli uccelli mangiano il grano o il mais secondo come gli aggrada o come disponibile.

Mi lavo, mi rado la barba. Anche queste sono necessità che rimangano tali anche se posso scegliere tra la lametta o il rasoio elettrico.

Posso recarmi al lavoro con l’auto, l’autobus o a piedi. Ma questa possibilità di scelta non dipende dal libero arbitrio, ma solamente dalla distanza della destinazione, dal tempo meteorologico, e dalle mie condizioni fisiche.

Il tempo trascorso in ufficio o in fabbrica, svolgendo un lavoro insoddisfacente, ubbidendo alle regole aziendali e ai capricci del dirigente, per uno stipendio appena sufficiente per vivere, è più vicino alla schiavitù che al libero arbitrio.

Ovviamente anche il viaggio di ritorno a casa è una necessità e non una libera scelta.

Una parte del pomeriggio è dedicato alla spesa alimentare o di abbigliamento. Oppure visite mediche o pratiche burocratiche.

Finalmente a casa. Anche qui le incombenze non mancano. Lavo, stiro, cucino, spolvero, accudisco i bambini, riparo il lavandino.

Cena. Anche questa è una necessità, a prescindere da cosa ho scelto di cucinare o mangiare.

Ecco adesso finalmente posso scegliere liberamente il programma televisivo. Ma anche qui la scelta non è proprio massima, perché è limitata dalla programmazione offerta e dalla condivisione con gli altri membri della famiglia. Devo comunque sopportare la pubblicità che viene propinata.

La giornata finisce tornando al letto e continuare il percorso della vita.

Ma allora non esiste il libero arbitrio? No, non dico questo, è solamente molto limitato. Purtroppo c’è qualcuno che non lo ha mai praticato.

Quali sono i casi in cui abbiamo il libero arbitrio?

La libertà di fare una certa azione è preceduta dalla possibilità di volere fare proprio quella cosa.

Ma per volere qualcosa bisogna prima desiderare.

Per desiderare qualcosa devi sentirne la mancanza.

La cultura corrente, gli usi e i costumi praticati nell’ambiente in cui vivi, la pubblicità, ti condizionano i desideri. Quindi finisci per volere, e fare qualcosa che non viene da dentro di te, ma da un desiderio che ti è stata indotto. Alcune persone che vivono in certi ambienti desiderano ardentemente una Ferrari ma, per me che vivo in un altro contesto, la cosa non mi suscita alcuna bramosia.

Può capitare che desideri veramente qualcosa, hai la volontà per pensarlo, ma ti rendi conto che non hai la possibilità pratica, perché ti mancano i mezzi finanziari o la forza fisica. Quindi il processo si interrompe e dopo ti rassegni alla situazione e smetti addirittura di desiderare.

Nelle poche ore rimaste libere posso finalmente qualcosa per esprimere il libero arbitrio. Ma andare al cinema, il palestra, in piscina o a tennis, non è segno di libertà è solamente un proprio divertimento, fine a se stesso. Può essere considerato una forma di scarica dello stress accumulato nella giornata.  Non cambia nulla nel mondo.

Durante il lavoro, in realtà, posso manifestare il mio libero arbitrio. La parte di lavoro di mia competenza, la posso svolgere seguendo meticolosamente le regole aziendali, così come mi viene richiesto, oppure fare qualcosa di meglio aggiungendo impegno e un’attenzione particolare. Questo è una libera scelta. Posso viceversa fare volutamente una cosa peggiore, un danno. Anche questa è una libera scelta.

Gli animali non hanno il libero arbitrio quando seguono il loro istinto. Gli uomini non hanno il libero arbitrio quando seguono gli istinti e quando seguono le leggi e le regole della società. Si manifesta il libero arbitrio quando si desidera, si vuole e si compie qualcosa, di non richiesto, che migliora il benessere della società, oppure viceversa qualcosa, contro le regole, che danneggia qualcosa o qualcuno.

Il Libero Arbitrio è quindi la possibilità che ha l’uomo di scegliere tra il bene e il male.

Tu da che parte sei?

Immagine correlata

La sera quando stai per addormentarti pensa a come hai trascorso la giornata.

Hai manifestato qualche azione che possa dimostrare che sei stato un “UOMO” (nel senso umano). Oppure ti sei comportato per tutto il giorno come un animale?

Se la risposta è si ti devi chiedere anche, da quale parte ti sei posto, dalla parte del bene o del male?

 

Dio è perfetto? Dio è onnipotente? 15 novembre 2015

Posted by orfeopellicciotta in chiesa, evoluzione, Filosofia, Pensieri, religione, Riflessioni, Teologia, vita umana.
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Dio è effettivamente perfetto, anzi perfettissimo, come ci hanno insegnato al catechismo?

L’attribuzione della qualità della perfezione è una conseguenza delle altre qualità attribuite a Dio: la somma sapienza, l’onnipotenza, l’onniscenza, onnipresenza ecc.

D’altronde ad un Dio creatore dell’universo è per definizione il possessore di tutte le qualità possibili al massimo valore.

Personalmente queste definizioni mi sembrano solamente elucubrazioni filosofiche.

Mi pongo questa semplice domanda: Un Dio perfettissimo, per quale motivo avrebbe dovuto imbarcarsi nella creazione dell’universo, o del nostro mondo?

Se ci facciamo caso, quando qualcuno riesce a realizzare qualcosa che ritiene perfetto, si ferma e non aggiunge più nulla. Si pronuncia la famosa frase: “fermo, è perfetto”. Una persona nello stato di perfezione è pienamente soddisfatta di quello che ha e di ciò che è. Non deve aggiungere più nulla. Anzi, una qualsiasi altra aggiunta o modifica, provocherebbe un allontanamento della perfezione e quindi un peggioramento della situazione attuale.

Quindi, un Dio perfetto non avrebbe creato nulla perché non aveva alcun bisogno. Se Dio ha ritenuto opportuno creare una qualsiasi cosa, per esempio l’umanità, significa che gli mancava, ne aveva bisogno o desiderio, per completare o raggiungere l’effettiva perfezione.

Appunto perché non era proprio perfetto, e probabilmente neanche onnipotente, ha creato il mondo nel modo attuale, con tutte queste imperfezioni.

La presenza del male, delle sofferenze, è forse la diretta conseguenza di una creazione che non poteva essere migliore perché si è dovuto sottostare a dei vincoli fisici e materiali.

Un Dio onnipotente può realizzare qualsiasi cosa in qualsiasi modo, anche in contrasto alle comuni leggi della fisica, meccanica, chimica ecc. Un Dio effettivamente onnisciente, potente, ma non onnipotente, è costretto, invece, a seguire le leggi della fisica, ma è in grado di utilizzarle suo piacimento, assecondandole.

Dio

Da quanto si è potuto constatare, Dio non interviene direttamente a cambiare, nel meglio il corso della storia e degli eventi. Questo comportamento non è dovuto all’indifferenza, ma per l’incapacità o una forza maggiore. Probabilmente, per raggiungere il vero scopo finale della creazione è necessario seguire un percorso che prevede di affrontare e superare tutte le avversità della vita.

Osservando lo stato attuale del mondo, e dell’umanità, della sua evoluzione nei secoli, concludo, quindi, che il processo della creazione è il risultato dell’intervento di un Dio non perfetto e neanche onnipotente, confermo invece la sua onniscenza.

Dio esiste? 28 dicembre 2014

Posted by orfeopellicciotta in evoluzione, Filosofia, Pensieri, religione, Riflessioni, Teologia, vita umana.
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Per dimostrare l’esistenza di un Dio occorre innanzitutto specificare, nel dettaglio, di quale Dio si tratta?

Sono trascorsi invano molti secoli, nessun filosofo o scienziato è riuscito, finora, a dimostrare l’esistenza del Dio descritto nella Bibbia.

Non vi è mai venuto il dubbio che non si riesce a dimostrare l’esistenza di Dio perché stiamo tentando una strada sbagliata che non potrà mai portare ad una soluzione?

Non avete mai sospettato che cerchiamo qualcosa che non esiste perché il vero Dio è diverso da quello che abbiamo immaginato?

Non dobbiamo cercare il Dio descritto nella Bibbia, perché, come è già stato appurato questo testo non è proprio affidabile al 100%. Cerchiamo, viceversa, un Dio possibile, frutto dei ragionamenti attuali, che sia compatibile con ciò che è stato scoperto dalla scienza negli ultimi anni.

Uomo-e-Dio

Io propongo di cercare un Dio secondo i seguenti criteri:

  1. Dio è fatto di una sostanza diversa dalla materia da noi conosciuta, denominata genericamente “spirituale”. Esso, probabilmente, è costituito di quella sostanza sconosciuta compresa nella materia o energia oscura.
  2. Dio non è onnipotente, non è neanche perfetto e quindi ha avuto bisogno di avviare la creazione per una sua necessità vitale, o per un miglioramento del suo stato fisico o morale.
  3. Non ha creato l’universo, dal nulla, in sette giorni, ma ha solamente avviato un processo di espansione della materia stellare, partendo presumibilmente da un buco nero.
  4. Ha osservato, con pazienza, l’evoluzione dell’universo eseguendo pochissime correzioni di rotta, poiché, Egli ha limitate o nessuna possibilità d’intervento sulla materia fisica.
  5. Per gli eventuali interventi sulla materia si è servito dei propri operai (angeli) fatti parzialmente di materia e sostanza spirituale.
  6. Ha profuso tutta la sua sapienza nella programmazione del DNA della vita vegetale e animale. Ha ingegnerizzato il codice genetico in modo che essa potesse evolversi in modo autonomo nella direzione voluta, senza continui interventi.
  7. E’ intervenuto nel DNA di un animale che ha raggiunto il massimo livello di evoluzione (ominide), in modo che da quel momento, non seguisse più la normale evoluzione, come descritta da C. Darwin. L’Uomo non dove adattarsi all’ambiente, come fan tutti gli esseri viventi, ma dove invece essere in grado di dominare e modificare l’ambiente alle sua necessità.
  8. L’uomo derivato da tale elaborazione è in grado di generare anche la sostanza spirituale in forma intelligente (anima) necessaria a Dio per il suo sconosciuto fine.
  9. L’anima cosi creata si evolverà, sul piano psichico assumendo personalità e sapienza, contemporaneamente all’evoluzione fisica e mentale del corpo umano.
  10. Il corpo si manterrà e crescerà utilizzando le sostanze fisiche, animali e vegetali presenti nella terra e nell’acqua. Contemporaneamente, l’anima si accrescerà assorbendo e elaborando la sostanza spirituale dispersa nell’ambiente.
  11. Dio aiuterà l’uomo, utilizzando indirettamente l’anima, ad assolvere il suo compito, con messaggi, suggerimenti, sogni e visioni.
  12. L’anima dopo la morte del corpo continuerà, in modo autonomo, una sua propria evoluzione nella dimensione spirituale. Questo processo proseguirà per anni, finché non sarà in grado, di collegarsi e unificarsi con tutte le altre anime del passato e del presente, per realizzare il compito necessario alla soddisfazione dell’esigenza di Dio.

Si tratta, quindi, di dimostrare l’esistenza di un Dio con queste siffatte prerogative.

Propongo di puntare alla dimostrazione dei punti che ci sono più vicini dal punto di vista fisico e storico. Forse è sufficiente dimostrare l’esistenza dell’anima, degli angeli, oppure un qualcosa di sostanza oscura all’interno del nostro corpo. Sarebbe bello anche poter ipotizzare la ragione della creazione.

Io ho già un’idea, che avrò cura di farvi conoscere al momento opportuno.

La teoria dell’evoluzione di Darwin (Theory of evolution) 22 luglio 2013

Posted by orfeopellicciotta in Riflessioni.
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Una teoria può essere definita come un filo logico, o una formula matematica, che lega tra loro una serie di eventi o fenomeni naturali.

Il primo disegno (fig.1) riporta una serie di eventi disseminati nello spazio e nel tempo, che apparentemente sembrano che non abbiano alcuna relazione tra loro.

Dopo lunghe osservazioni uno scienziato potrebbe capire che quegli eventi non sono casuali ma seguono una certa logica. Infatti essi si possono presentare nel tempo e nello spazio secondo la teoria che è rappresentata, graficamente, con una riga rossa. Sembra convincente, è pure una forma elegante (fig.2).

Dopo qualche tempo un altro scienziato, invece potrebbe proporre una diversa teoria, basata sulla legge, che potrebbe essere rappresentata con una spirale. Anche in questo caso gli eventi coincidono esattamente con la linea. (fig.3)

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Abbiamo quindi due teorie diverse per rappresentare lo stesso fenomeno (fig.4). Chi ha ragione?

La verità si potrà conoscere solamente quando si verificheranno alcuni eventi che coincidono solamente con una sola delle teorie presentate, escludendo quindi l’altra.

la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin è una teoria molto famosa e anche molto discussa. Essa dimostra che tutti gli essere viventi, vegetali e animali, presenti attualmente sulla Terra, sono l’evoluzione progressiva, durata milioni di anni, di delle varie specie.

Le specie più semplici presenti agli albori della nascita della terra, si sono evolute sotto la necessità di sopravvivere. Le specie che si sono evolute sono quelle che hanno subito delle variazioni genetiche che le hanno permesso di aumentare la probabilità di sopravvivenza. Più tempo di vita si ottiene, maggiori possibilità si hanno di crescere e moltiplicarsi. Qualsiasi specie di animale o vegetale è molto simile a qualche altra specie, da cui è derivata o viceversa.

Dal più semplice batterio alla scimmia esistono tutte le combinazioni genetiche. Sono presenti milioni di specie diverse, ognuna che si differenzia dall’altra per piccoli particolari nella forma, nel colore, nel modo di comportarsi.

Nella figura ho rappresentato le varie curve che rappresentano i vari tipi di specie animali, dal batterio, che ha il patrimonio genetico di circa 1000 geni, alla scimmia che ha il DNA più complesso e raggiunge i 20.000 geni.

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Ho tracciato con il colore nero la parte della teoria che mi convince pienamente. Rimango perplesso invece per i fenomeni rappresentati dalle curve di colore verde e rosse. Non sembra che rispettano il principio su cui agiscono tutte le altre specie.

Dal disegno è evidente come, all’origine dei tempi, partendo dai batteri, si siano generate e evolute le varie specie di animali. Via via sempre più complesse, anche se, non sempre di dimensioni sempre maggiori. Ad esclusione dei dinosauri, che come sappiamo si sono estinti circa 150 milioni di anni fa, la maggior parte delle  varie specie sono tuttora presenti e viventi.

Si tenga anche presente che gli esemplari appartenenti alle specie meno evolute sono anche le più numerose. Questo particolare è ovvio perché solamente una piccola parte di una determinata specie può subire un’alterazione genetica, che non comporti un tumore o una malattia, ma un’evoluzione favorevole alla vita. Nelle cellule ci sono dei meccanismi che proteggono il DNA e riparano le eventuali alterazioni genetiche che sopravvengono durante la replicazione. Quindi l’eventualità di un modifica genetica positiva durante la nascita è un fenomeno molto raro, diciamo che avviene una volta ogni centomila.

I virus sono un’eccezione alla teoria dell’evoluzione, perché essi sono più semplici dei batteri. Sono essenzialmente dei parassiti, possono sopravvivere solamente dentro o in associazione con un altro essere vivente da cui assorbono i nutrimenti o la protezione rispetto all’ambiente. Per tale motivo non possono essere i primi esseri viventi apparsi sulla terra. L’eccezione rispetto a tutta la teoria dell’evoluzione è che il virus, anche se più semplice e meno evoluto, è apparso successivamente ai batteri. La loro evoluzione non segue la teoria di Darwin. Ma se ciò fosse stato vero, come è stata possibile la nascita del primo batterio se non era possibile un essere vivente più semplice? La vita è veramente venuta da una cometa di ghiaccio come sostengono alcuni? Questa ipotesi non mi convince comunque, perché mi sposta solamente il problema su un altro pianeta.

L’evoluzione è un processo sempre in azione. E’ tuttora in corso. Può essere notato nelle specie che hanno una vita breve e che si replicano velocemente, come i virus. Ogni anno, infatti abbiamo un diverso ceppo di virus dell’influenza, leggermente diverso dal precedente, che ci obbliga ad intervenire con un diverso vaccino.

Altro fenomeno poco chiaro è che l’Homo-Sapiens dovrebbe essersi evoluto, partendo dalle scimmie, e successivamente da vari tipi di ominidi. Ma perché questi ominidi, e tutte le specie intermedie tra l’uomo attuale e le scimmie sono scomparse? Chi ha fatto questa strage? Se è vero che ci sono centomila esemplari meno evoluti per ogni specie leggermente più evoluta. Tra una specie e l’altra la differenza genetica è minima. La differenza fra noi è la scimmia è, invece, notevole, non basta un solo passo evolutivo per colmare la differenza, ci devono essere stati varie generazioni di ominidi e homo più o meno sapiens. Tutti questi stadi intermedi sono scomparsi. In tutti i casi, la nuova specie ha ucciso tutti i suoi progenitori, anche se erano migliaia di volte più numerosi. Per quale motivo?

Se la teoria dell’evoluzione non compre tutte le situazioni, significa che sono emersi dei punti nuovi, che sono fuori del tracciato grafico, di cui accennavo all’inizio dell’articolo.

Si sente la necessità di una nuova teoria che comprenda tutti i fenomeni.