jump to navigation

La grande Ragnatela

   Per capire meglio come avvengono molti fenomeni nel mondo, è opportuno immaginare  tutte le componenti della natura e della società, come delle sfere collegate tra loro in una grande ragnatela. Tutte le piante, gli animali e gli esseri umani, ma anche le istituzioni, la famiglia, la ditta o l’ente per cui si lavora, possono essere considerate come delle sfere che hanno delle linee di comunicazioni con le altre che le circondano. Ognuna di esse è collegate con molte altre sfere, in modo tale da costituire una struttura che sembra una gigantesca, quasi infinita ragnatela, tridimensionale, fittamente interconnessa. Queste vie di comunicazioni possono essere percorse da sostanze nutritive, da denaro, da informazioni concettuali o possono essere delle forze chimiche o fisiche, e indirettamente svolgono anche la funzione di tenere assieme i vari elementi.

Ogni sfera trae le sostanze necessarie per la propria vita dalla linee d’ingresso, collegate alle sfere adiacenti, oppure dall’energia (calore, luce), proveniente dallo spazio circostante. Converte opportunamente tali sostanze, secondo le proprie caratteristiche individuali, e le trasmette in uscita, mettendole a disposizione per le altre sfere, poste nelle prossimità. Le sostanze di scarto e l’energia dissipata per le proprie attività è rilasciata nello spazio adiacente.

Secondo i classici principi della fisica, la somma di tutte le sostanze ed energie assorbite sono uguali alla somma di quelle prodotte, quindi ogni sfera esegue solamente trasformazioni e conversioni.

La Terra è la prima sfera, quella principale, che fornisce le materie prime alla maggior parte dei componenti della struttura, e ne riceve in cambio tutti i prodotti di scarto. Comunque anche la Terra stessa assorbe energia dal Sole, e ritrasmette il calore eccedente nello spazio siderale.

Si realizza in questo modo una grande ragnatela, dove ogni elemento è strettamente connesso con tanti altri, dove ognuno scambia energia, sostanze, informazioni con gli altri, cercando sempre di mantenere l’equilibrio energetico all’interno di se stesso, e facendo in modo che tutto il complesso si mantenga armonico e funzionante.

Si può intuire come sia fondamentale la capacità di saper comunicare, forse è più importante di quella di elaborare. Diventa come il gioco di una squadra di pallone che riesce continuamente a passare la palla tra un giocatore e l’altro.

Se un elemento di questa struttura a ragnatela, ha qualche inefficienza, per esempio una riduzione di una certa percentuale di comunicazione. Questa riduzione si ripercuotere sulla cella adiacente, che a sua volta sarà costretta a ridurre la comunicazione con la successiva, e così via propagandosi quasi all’infinito. Può anche verificarsi che il processo ridotto, ritorni all’ingresso dell’elemento che lo ha generato, comportando quindi un’ulteriore fenomeno di decrescita, peggiorando quindi la situazione precedente.

Il processo negativo potrà interrompersi solo quando s’incontra qualcuno in grado di realizzare di più, con un proprio sacrificio ulteriore, tale da ricompensare la carenza originale.

Viceversa se un elemento è in grado di eseguire prestazioni migliori ed ha altresì anche la possibilità di trasferire questo suo vantaggio anche agli elementi circostanti, si otterrebbe un miglioramento generalizzato. La struttura a ragnatela ha quindi il vantaggio di grandi potenzialità, soprattutto se è composta di molti elementi e se è anche fortemente interconnessa. Ma è altresì molto sensibile alle inefficienze, anche localizzate.

Questa tipologia strutturale si ripresenta frequentemente nelle varie forme della natura, sotto varie aspetti. Lo stesso organismo umano è composto di vari organi interconnessi tra loro da arterie, vene, nervi, e vasi linfatici. La città ed anche la stessa nazione è composta da strade, fiumi navigabili, ferrovie, linee elettriche, telefoniche e del gas, che collegano tra loro le case e le varie istituzioni. Il cervello umano è analogamente composto da neuroni connessi dalle sinapsi.

Possiamo benissimo renderci conto quali fenomeni negativi si presentano quando un’arteria non funzione correttamente perché è ostruita dal colesterolo. Se l’anomalia si presenta in prossimità di un organo vitale, si possono creare anche le premesse di una grave malattia, anche mortale.

Se una strada è sempre intasata dal traffico, si possono pregiudicare i traffici economici, si possono danneggiare i commercianti presenti sul quel tratto di strada.

Se le sinapsi collegate ai neuroni del cervello sono alterate dall’uso degli stupefacenti, ci saranno delle alterazioni sulle capacità intellettive, e sulla memoria.

La società umana, la civiltà moderna, considerata nell’ambito delle relazioni familiari, comunitarie, nelle istituzioni politiche ed economiche, riproduce anch’essa la solita struttura a ragnatela.

Ogni persona, considerando la sua sfera psichica, riceve, dalle altre persone che compongono la propria comunità, l’educazione, le informazioni, gli stimoli sentimentali, le offese, l’amore, l’odio e fornisce a sua volta, dopo le dovute elaborazioni ed interpretazioni altri sentimenti ed altre comunicazioni.

Una comunicazione oppure uno stimolo fornito ad una persona può determinare una reazione diversa rispetto a quella di un’altra persona nella stessa situazione. Un processo avviato con uno stimolo molto semplice, dopo molti passaggi che lo alterano e lo personalizzano, può determinare alla fine della catena ad un risultato sconvolgente o assolutamente imprevedibile.

Posso descrivere un fatto realmente accaduto, iniziato con una semplice gesto, per la verità un po’ volgare, commesso da un tifoso di una squadra di calcio nei confronti di un gruppo di tifosi di una squadra avversaria, mentre percorrevano l’autostrada. I tifosi laziali non accettarono l’offesa e quindi decisero di seguire l’auto degli iuventini a distanza, in attesa di un momento propizio per la punizione. L’occasione si presentò dopo alcuni minuti quando la prima auto si fermò presso una stazione di servizio. I tifosi inferociti attesero che gli avversari uscissero dal bar, e quindi li presero a sassate, schiaffi e danneggiarono anche la loro auto. L’agitazione che ne derivò, determinò anche l’intervento della polizia stradale che in quel momento era presente nella stazione di servizio dell’altra corsia. Il poliziotto, preso dall’agitazione della situazione, o per un disperato, quanto incosciente, tentativo di fermare l’auto dei tifosi che in quel momento stava per ripartire, prese a sparare a distanza. Il proiettile non colpì le ruote, come era intenzione, ma leggermente più in alto, al collo di un passeggero che perse la vita.

Questo è un esempio di come gli eventi siano concatenati tra loro, e come da un semplice gesto anche banale, possa derivare una conseguenza tragica, assolutamente imprevedibile. Ogni nostra azione è sempre determinata, dalle azioni delle altre persone, o semplicemente dall’attività degli elementi che per qualche ragione sono connessi con la nostra individualità. I nostri gesti determinano, conseguentemente, reazioni su altre persone che sono, dal punto di vista temporale, a valle. Se la nostra azione è fondamentalmente malvagia, può facilmente determinare conseguenze negative, ed aggravare la situazione, se l’elemento successivo non è in grado di gestire la situazione, e riportarla dentro gli ambiti legali o comunque armonici.

Non possiamo fare sempre affidamento che gli altri siano sempre in grado di comportarsi correttamente, in tutte le situazioni, e correggere anche le circostanze potenzialmente negative. La soluzione migliore è sempre quella di non commettere neanche il minimo reato, anche quello che sembra innocuo e apparentemente privo di conseguenze.

Una uomo che si ubriaca, per dimenticare una offesa morale ricevuta dalla propria moglie, non commette un’azione grave, anzi è ritenuto un comportamento giustificabile. Ma la situazione si aggrava se si mette alla guida di un’auto, e peggiora se la velocità è elevata e la strada è trafficata. In tale condizioni la disgrazia è solamente un fatto statistico. Di passo in passo, l’atto disonesto iniziato da una semplice offesa, è sottoposto a trasformazioni e continue conversioni tra un elemento e l’altro della grande ragnatela, e può diventare anche una strage. La gente crede che il responsabile della strage sia quello che ha commesso l’atto finale, ma forse se quella donna non avesse iniziato il processo a catena, le vittime sarebbero state ancora sane e felici.

Tornando all’esempio dei tifosi di calcio, non sarebbe morto nessuno se quella persona, anziché fare il gesto di offesa, avesse invece agitato la mano per salutare.

La recente crisi finanziaria è una dimostrazione dell’effettivo effetto della ragnatela. Un debito, di un mutuo sub-prime, non pagato da un migliaio di cittadini americani alla propria banca, ha determinato una mancanza di risorse economiche. Questo deficit è stato, per forza degli eventi, trasferito alle banche e istituti finanziari ad essa collegati, provocandone una crisi quando non hanno avuto la capacità o volontà di assorbire il colpo. Il deficit, passando tra un legame e l’altro fra i vari enti, ha percorso tutta la ragnatela del mondo provocando un problema mondiale.

Le piante e gli animali, sono degli elementi della struttura a ragnatela abbastanza prevedibili, perché l’elaborazione della sostanza presentata in ingresso rispetto a quella ottenuta in uscita è determinata da leggi biologiche sempre ricorrenti nella stessa specie.

Per quanto riguarda l’uomo, invece la trasformazione è molto complicata, perché oltre alle normali esigenze prettamente biologiche, si coinvolge la mente con i suoi ricordi, i sentimenti, e il suo carattere forgiato dalle esperienze e dai complessi psicologici. La reazione potrebbe essere irrazionale oppure geniale.

La ragnatela che rappresenta la società umana, a differenza di quella animale, è composta da due piani sovrapposti. Il primo piano di base, riguarda le interconnessioni necessarie per la vita materiale, come gli alimenti, il lavoro. L’altro piano gestisce le relazioni sentimentali, le amicizie, l’amore, l’odio. All’interno della sfera, quindi nell’individuo, i due piani si influenzano a vicenda. Questa particolarità può determinare la possibilità di reazioni anomale e imprevedibile su un piano, a causa di qualche evento particolare che si presenta in modo indipendente sull’altro piano.

La differenza tra due qualsiasi persone è molto maggiore di quanto possa essere tra due animali della stessa specie.

Tutti i ragionamenti che abbiamo elaborato nei capitoli precedenti, mi hanno convinto che le due forze mentali, contrapposte, che determinano tutte le azioni umane, sono l’EGOISMO e l’ALTRUISMO. Trascurando i casi di malattie mentali o di nevrosi psichiche, l’egoismo è la forza che spinge l’uomo a privilegiare i propri interessi personali, o quelli della propria comunità ristretta, a scapito di quelli della restante società ed anche a scapito della Natura.

La forza dell’Altruismo invece tende, anche se non in tutte le occasioni, a sacrificare se stesso per rendere un favore agli altri componenti della comunità, ai propri figli o parenti, ed anche ad avere rispetto per la natura nel suo complesso sia piante, animali o semplicemente risorse.

L’egoista considera se stesso al centro dell’Universo, e tutto il resto gli gira intorno, a sua disposizione. Basta allungare la mano per prendere.

L’altruista, considera l’Universo come un’entità complessa, in cui se stesso è semplicemente un granello di sabbia. Egli vive per gli altri e con gli altri, ed è sempre quindi disponibile ad allungare la mano per aiutare le persone in difficoltà.

L’egoismo è una forza molto potente, perché prende sostegno dalla stessa materia corporale, dal proprio istinto di sopravvivenza. Consente di superare le avversità della vita, di combattere al momento opportuno, di ingegnarsi per trovare le soluzioni per migliorare la propria vita, o per lavorare di meno. L’egoismo tende, però a chiudere l’uomo in se stesso (introverso), in un nucleo sempre più piccolo.

L’altruismo, è invece una forza molto più complessa, perché trae origine dalla consapevolezza di essere parte della grande società umana, di essere strumento di qualche impresa importante. Egli vive la società nella sua vastità (estroverso), cerca sempre di aprire la propria sfera mentale per partecipare anche della vita della altre persone.

L’uomo nasce fondamentalmente egoista, perché è base del principio di sopravvivenza, esso corrisponde con la parte strettamente animale. L’altruismo si determina successivamente, quando l’uomo comincia a vivere in una società. Tanto più la società è numerosa e complessa e tanto meno l’egoismo si rende necessario e perciò dovrebbe essere sostituito dall’altruismo che rimane fondamentale in questo genere di società.

Possiamo fare dei paragoni tecnici e considerare l’egoismo come la funzione che tende ad assorbire energia o sostanza nutritiva per la macchina (input), mentre l’altruismo è la funzione che tende a fornire all’esterno (output) le proprie consistenze. La macchina si trova in equilibrio quando la sostanza o l’energia che entra è uguale o equivalente a quella che è fornita in uscita. Se la macchina assorbe troppa energia, oltre ad una spreco di risorse, si può determinare un sovraccarico oppure un surriscaldamento, mentre nel caso inverso si avrebbe un progressivo deperimento che può comportare la rottura della macchina stessa.

L’ottimo si raggiunge quindi con l’equilibrio fra le due forze contrapposte, non è importante quanto siano intense le reciproche attività ma è necessario che le due direzioni si equivalgano. L’equilibrio in teoria si ottiene anche quando lo scambio è nullo in entrambe le direzioni, ma in questo caso la macchina potrebbe morire per inedia. Inoltre una macchina che non esegue nessuno scambio con le altre non serve a nulla, non ha scopo di esistere, Di conseguenza più sono intensi gli scambi, mantenendo ovviamente l’equilibrio, è più la macchina è utile.

Non è detto che l’egoismo sia sempre un difetto, e quindi il Male, mentre l’altruismo solamente una qualità e quindi il Bene, ma invece la condizione ideale è il perfetto equilibrio tra questi due sentimenti umani. L’egoismo garantisce il mantenimento in vita del proprio elemento, mentre l’altruismo permette il mantenimento delle comunicazioni con gli altri elementi e quindi la vita della società.

Per realizzare una società funzionante è quindi necessario che tutti gli elementi siano ben connessi tra loro, tramite strutture di comunicazione realizzate dallo Stato o direttamente dai cittadini. Ma è comunque fondamentale che nessun elemento della ragnatela, agisca volutamente in modo tale da ridurre la fornitura di propria competenza. Perché abbiamo visto che, anche la minima riduzione si ripercuote su tutta la struttura, provocando danni a catena. Ogni elemento deve elaborare, o convertire ciò cui è destinato, e non deve effettuare azioni di trattenimento, o alterazione di sostanza o informazioni.

Le leggi, le varie regole, promulgate dallo Stato o dai vari enti istituzionali, nel corso degli anni, hanno lo scopo di stabilire i limiti e le condizioni del funzionamento di ogni elemento della struttura.

Ogni elemento dovrebbe assorbire dalla propria linea di input solo le sostanze che riesce effettivamente ad elaborare e fornire adeguatamente sulla propria uscita. Quindi il prelevamento non sarà uguale per tutti ma sarà senz’altro direttamente proporzionale alla quantità e alla qualità di ciò che è prodotto e fornito alla restante società.

Non sarà consentito l’accumulo inutile di risorse, ma sarà anche vietato, un pericoloso sfruttamento del soggetto, perché ne potrebbe causare il deperimento ed anche la morte, con una conseguente perdita per la società. Questo sarà un compito che ciascun individuo avrà il dovere di garantire nei confronti dello Stato e degli altri individui.

Si può anche riassumere che le sostanze che entrano in ciascun elemento “individuo” possono essere considerate come l’insieme dei diritti, mentre l’insieme delle uscite possono essere considerati i doveri. Anche in questo caso l’armonia e la stabilità del sistema si ottiene quando il valore dei diritti è equivalente a quello dei doveri.

La valutazione dell’effettivo bilanciamento sarà ovviamente abbastanza difficile, perché la forma e la natura dei diritti e dei doveri è diversa, giacché ogni individuo, di per sé, effettua sempre una trasformazione o conversione. Sarà invece fondamentale verificare continuamente che l’equilibrio sia mantenuto, facendo magari dei paragoni per similitudine con altri elementi adiacenti o comunque paragonabili.

Ogni elemento avrà il dovere di effettuare il massimo possibile per convertire o trasformare in modo opportuno ciò che gli viene presentato in ingresso. Fare in modo che ciascuno lavori correttamente è molto importante ma non è sufficiente. Altrettanto fondamentale è che ci sia una corretta possibilità di scambio di risorse tra i vari elementi.

Se si presenta una strozzatura nei canali che trasportano le sostanze da un elemento all’altro, ne risulta una proporzionale riduzione della sostanza elaborata. Si avrebbe il risultato che un elemento, anche se potenzialmente in grado di lavorare una grande quantità di sostanze, si troverebbe nella situazione di sotto-impiego o addirittura di disoccupazione. L’elemento, comunque consumerebbe della sostanza per la propria esistenza, ma non sarebbe in grado, e non per propria colpa, di fornire qualcosa di utile agli altri elementi che compongono la ragnatela.

Una delle funzioni principale dello Stato è quella di garantire che questa comunicazione avvenga con la massima efficienza. L’individuo in questo caso ha poche possibilità di intervenire per risolvere i problemi.

Lo Stato oppressore o disorganizzato è il primo artefice della morte di una civiltà.

Le differenti concezioni politiche si basano anche per le diverse valutazioni che danno alle funzioni dell’individuo e alle interconnessioni. L’ideologia comunista si basa sull’errata concezioni che tutti gli uomini sono uguale, e quindi tutti possono realizzare le stesse attività nello stesso modo. Praticamente è come affermare che tutte le sfere della ragnatela sono uguali. Da questa premesse si deve concludere che l’efficienza delle società, nel suo complesso, dipende esclusivamente dalla funzionalità delle interconnessioni, e quindi dallo Stato. A tutti gli individui viene fornita la stessa sostanza e ci si attende un minimo di risposta, senza pretendere di meglio o di più. Ma poichè la ragnatela è tutta interconnessa ed anche ciclica, la scadente uscita si ripercuote e si diffonde su tutte le ramificazioni e ritorna anche su gli stessi elementi, peggiorando lo stato della catena.

Il capitalismo invece esalta la considerazione dell’individualità, sostenendo che ogni elemento con l’impegno può sobbarcarsi anche delle inefficienze delle interconnessioni. Nascono quindi grandi disparità fra i vari elementi. Mancando di una visione a lungo termine, o di un interesse oltre i propri confini, sono trascurate o addirittura tagliate le linee di comunicazioni con elementi distanti e che non possono fornire una risposta in tempi brevi. La ragnatela cresce in maniera non omogenea con zone che si sviluppano enormemente mentre altre, che hanno i legami isolati, rimangano non alimentate e deperiscono.

 Possiamo ricorda gli esempi positivi e di grande efficienza, in quelle società in cui è presente una notevole libertà di azione, dove quindi i vari individui possono esprimersi al meglio utilizzando al massimo le proprie potenzialità. Lo sviluppo economico e sociale di alcune nazioni è stato favorito in quei casi in cui, grazie alla fortunata posizione geografica, lungo un fiume, vicino ad un porto o una strada di grande comunicazione, ha consentito, ai vari commercianti, di incrementare al massimo lo scambio delle merci prodotte.

Un bravo artigiano che non ha la possibilità di vendere i propri prodotti (carenza di output), oppure gli manca la materia prima (carenza di input), non riesce sicuramente ad esprimere le proprie potenzialità, e riduce indirettamente una possibilità di sviluppo per l’intera società.

Una delle cause principali, che limita le comunicazioni è la paura. Questo sentimento crea la diffidenza, che si presenta come un filtro che controlla tutti gli scambi. Mette in protezione l’individuo, perché dubita della qualità del prodotto in ingresso, pensando che potrebbe arrecare del male. Sui riduce quindi la quantità e la qualità del prodotto fornito, e questa riduzione è trasferita anche agli elementi successivi, determinando danni a catena.

Se l’individuo non si fida del prossimo, riduce il numero delle amicizie, non si creano nuovi rapporti sociali, cerca di rimanere in casa, non innesca quindi ulteriori possibilità di commercio.

Tutti i regimi sociali, basati sulla paura, sono falliti perché non hanno mai avuto un adeguato sviluppo economico.

I regimi politici più ottimistici e tranquilli, riscontrati dalla mancanza di sbarre alle finestre delle case, da muri di protezione nei giardini, hanno invece avuto elevati sviluppi economici e sociali.

Creare le condizioni per una vita tranquilla è un compito fondamentale dello Stato. Lasciare in circolazione la gente disonesta e violenta è la premessa di un imminente fallimento della nazione.

Considerando la società umana come una grande ragnatela possiamo capire anche molte questioni, a cui normalmente non siamo perfettamente in grado di dare delle risposte convincenti.

Un certo individuo che fa parte di una società, può stabilire di auto lesionarsi, facendo uso, per esempio a droghe, alcool, oppure abbandonandosi ad una vita dissoluta?

Normalmente si considera che sia lecito fare un danno a se stessi, considerando che questo non comporti un danno agli altri, invece non è vero, è un grande sbaglio.

Considerando che in pratica nessuno di noi vive da solo, fin dalla nascita, in una isola deserta, ma in una società strutturata, occorre fare le legittime valutazioni dei diritti e delle sostanze percepite, sia nel presente che in tutto il passato, e dei doveri che ci rimangono da assolvere.

Per tutti gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, abbiamo sempre avuto tanti vantaggi e tante sostanze, dalla società e dai genitori. Pensiamo a quanti alimenti ci siamo mangiati, ai vestiti, ai pannolini, all’assistenza medica gratuita, alle ore di lezione nelle scuole elementari e superiori, ed inoltre a tutti i servizi forniti dalle istituzioni della città. Questi beni ci sono stati concessi con l’implicito accordo che in seguito, nell’età matura, ci saremmo prodigati di restituire tali beni alla società, sotto forma di servizi o lavori di vario genere.

Dichiarare che sia lecito danneggiare la propria persona significa accettare che qualcuno possa esentarsi di restituire ciò che la società a loro fornito negli anni precedenti. Anzi, danneggiarsi significa attribuire alla società un ulteriore impegno dal punto di vista sanitario e di mantenimento, per fronteggiare le inevitabili e conseguenti malattie che derivano da questo comportamento scellerato. Inoltre tale atteggiamento può essere considerato un esempio negativo per altre persone, minorenni o influenzabili, e quindi un’ulteriore danno alla società.

Una persona che decide di percorrere tale decisione dovrebbe, coerentemente, pagare tutte le spese che la società ha anticipato per suo conto, e poi recarsi in un’isola deserta dove non può più usufruire di altri servizi.

Appartenere ad una società strutturata ha degli innegabili vantaggi, ma anche dei doveri indispensabili per mantenere l’equilibrio. Chi ha la possibilità di entrare in un paese maggiormente evoluto, difficilmente decide di tornare indietro, perché in fin dei conti è sempre più conveniente.

La ragnatela essendo tutta interconnessa ha implicitamente anche una notevole inerzia ai cambiamenti, perché tende a mediare tutti gli eventi dei vari elementi coinvolti. Per questo motivo un tentativo di migliorare la situazione sembra non sortire mai un effetto pratico. E’ necessario insistere continuamente finché si ottenga la propagazione del buon esempio, e che questo sia abbastanza diffuso da auto-sostenersi.

Alcune persone hanno segnalato anche un tipo di comunicazione particolare, costituita da percezioni anomale, sogni, visioni, sensazioni non valutabili, talvolta indescrivibili. Queste comunicazioni si sono realizzate, nella maggior parte dei casi, in modo indipendente dalla volontà del soggetto, e quindi non ripetibili. Questi strani fenomeni lasciano pensare all’esistenza di entità, non riscontrabile con i normali cinque sensi, che probabilmente fa parte di un’altra grande ragnatela, sconosciuta, appartenente ad un’altra dimensione.

Vorrei ricordare che la struttura a ragnatela è presente in ogni sistema della natura e dell’Universo. Si può presentare sia in senso orizzontale, considerando tutti gli elementi appartenenti alla stessa specie, molecole, piante, animali, persone, città, o pianeti. Può anche coinvolgere elementi appartenenti a specie diverse, quindi in senso verticale, e che hanno tra loro rapporti di interscambio, come tutto ciò che è presente in natura.

Infatti le piante, assorbono sostanze dalla terra e dalla luce del sole, e forniscono alimenti agli animali vegetariani, i quali a loro volta lo forniscono agli uomini. Quest’ultimi, quando hanno completato il loro ciclo vitale, ed anche durante la loro stessa esistenza, restituiscono alla terra, tramite le loro scorie, le sostanze primarie, richiudendo il ciclo su se stesso.

Tutti gli elementi che compongono l’Universo formano una gigantesca e infinita ragnatela, di qualsiasi dimensione o specie essi siano, sono in realtà interconnessi tra loro, con legami che possono essere di ordine fisico, meccanico, chimico, energetico, elettrico o biologico.

L’interruzione di un legame, o la distruzione di qualche elemento, potrebbe non pregiudicare, perché la presenza di una certa intelligenza diffusa, oppure per un semplice riequilibrio di forze, può fare in modo da ricostruire la ragnatela con un’altra disposizione, trovando una nuova forma di stabilità.

Potrebbe succedere che il nuovo equilibrio si ottenga escludendo dal ciclo vitale una certa specie vegetale, per esempio la rucola. La cosa mi dispiace perché è il tipo d’insalata che gradisco molto, ma in caso di necessità, ne posso fare a meno.

Potrebbe però succedere, se l’alterazione è molto grave, che il nuovo equilibrio si ritrovi escludendo l’intera umanità dalla faccia della Terra. Dobbiamo stare assolutamente molto attenti affinché ciò non avvenga.

Commenti»

No comments yet — be the first.